09/12/18

Fede: grembo che genera il miracolo

«(Gesù, partito da Genesaret), andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi…

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25/11/18

I sogni non hanno prezzo

Spesso la Bibbia parla della vigna, simbolo di Israele e di ciascuno di noi. È un terreno che il contadino ama, coltiva con gioia e che forma l’oggetto dei suoi sogni preferiti. Il padrone del campo, di cui parla la parabola di Gesù, è talmente appassionato della sua proprietà da uscire addirittura cinque volte in un giorno per cercare operai, affinché nulla manchi alla sua vigna. Fin qui… tutto va bene. Ma la parte sorprendente del racconto riguarda il momento della paga: chi ha faticato una sola ora riceve la stessa moneta di chi ha sopportato la fatica tutto il giorno, fin dalla prima ora. Se il padrone della vigna rappresenta Dio, si può ritenere giusto? Sa contare? È buono?

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11/11/18

Per spezzare la catena del male (Mt 17,1-13)

Abisso chiama abisso, ripete di frequente la Bibbia. Negatività genera negatività. E per spezzare la catena del male e opporsi a quanto è brutto, occorre scegliere il bene e immergersi nella bellezza. Così si comporta Cristo, dopo sei giorni d’imbarazzante silenzio, di fronte alla sconcertante situazione dei discepoli che non capiscono nulla del suo messaggio.

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28/10/18

Empatia: guardare gli altri con gli occhi di Cristo

È il 1990. A Ouagadougou (Burkina Faso) Giovanni Paolo II è accolto dalla popolazione con indicibile entusiasmo. Ma egli è triste. Batte nervosamente la mano sulla spalliera della poltrona collocata davanti all’altare della cattedrale. A un certo punto, esterna a bassa voce i suoi sentimenti: «Io non so come facciano gli occidentali a vivere con quell’indifferenza fratricida che causa la morte per fame di tanti bambini». Riporto la frase del Papa a un redattore dell’Osservatore Romano che così reagisce: «Noi scriviamo soltanto le parole pronunciate ufficialmente dal Papa, cioè quelle del testo che ci viene consegnato».

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14/10/18

Onore, rispetto e ... distacco

«Gesù salì a Cana». Le rivelazioni non avvengono in pianura, cioè nella piatta assuefazione, né presso la riva del mare – che per gli Ebrei è simbolo del male –, ma in montagna. Sul monte Dio consegna la Legge, sul monte parla a Mosè, sul monte Cristo proclama le Beatitudini.

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30/09/18

«È tuo fratello» (Lc 15,11-32)

Se nel rapporto tra fratelli di sangue non interviene Dio, dopo uno sbaglio, un malinteso, uno scontro è difficile la riconciliazione. Ce lo insegna l’Antico Testamento, a cominciare dai primi due figli dell’uomo, Caino e Abele. Consumato dall’invidia, Caino uccide il fratello. Ne prova rimorso e teme il castigo di Dio. Ma Questi, contrariamente alle aspettative umane, si preoccupa di proteggere Caino, pronto a difenderlo contro i fautori della pena di morte.

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16/09/18

Parola che brucia (Lc 12,49-53)

Provocazioni di Cristo: fuoco e divisione. «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione» (Lc 12,49-51).

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01/09/18

Nunzio Sulprizio, patrono dei giovani e dei lavoratori

Nell’entroterra abruzzese, tra il Gran Sasso e la Maiella, in un paesaggio incantevole lontano da centri inquinati, si trova Pescosansonesco.
In questo paesello rupestre una giovane ragazza, Rosa, timida, seria e virtuosa, contrariamente alla sua volontà è promessa sposa al giovane calzolaio Domenico Sulprizio. Dal loro matrimonio nasce Nunzio, il 13 aprile 1817.

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12/08/18

Vita moderna: la gara dei topi?

Bisogno di una comunità. «…qui, in Australia, abbiamo un’espressione colorita per definire la vita moderna: “rat race” (la gara dei topi). Tutti a correre per arrivare primi, per vincere. La meritocrazia e il merito sono princípi indiscutibili di cui a volte si sente addirittura la mancanza, ma perché ci riduciamo a negarci un po’ di tempo per guardarci negli occhi? Come vincere la paura di amare questa comunità che, pur dandomi tanti problemi, percepisco come un valore, anche solo a livello teorico?».

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29/07/18

Chiamata alla radicalità del Vangelo

In discoteca, un sabato notte. Mi trovo a Vienna, desideroso di capire il mondo giovanile di questa città, senza perdere l’occasione d’incontrare giovani disposti a cercare quel Dio che ama anche la notte. Luci psichedeliche, rumore assordante, tavolini ingombri di bottiglie di birra… Senza alcun pregiudizio, ma con l’unico scopo di capire i “figli della notte”, chiedo ospitalità in sguardi pronti a ricambiare un sorriso.

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