Un Dio sceso a camminare sulla terra

«Sia la luce!»

Albert Einstein, mentre descriveva le caratteristiche della luce, fece un significativo inciso: «La luce, ombra di Dio…». Questo grande scienziato non ha esitato ad affermare che una persona è libera di non credere nei miracoli, ma, più studia il mistero dell’universo, più si rende conto che tutto è un miracolo nell’esistenza del cosmo e nella vita di ogni essere umano.

Sulla stessa linea si muovono molti scienziati. Tra gli astronauti – anche quelli provenienti da un regime dove l’ateismo era imposto dallo Stato – molti vedono nell’universo, particolarmente nella luce, un rimando a Dio. I primi due uomini che sono sbarcati sulla Luna, cinquant’anni fa, non hanno esitato a esprimere la loro fede e la loro gratitudine a Dio. Neil Armstrong, il primo essere umano a camminare sulla Luna, ha abbozzato così la sua fede nel Natale: «La cosa strabiliante non è che l’uomo sia arrivato a camminare sulla Luna, ma che Dio sia sceso a camminare sulla Terra». Quanto a Edwin Aldrin, appena la navicella spaziale (Apollo 11) si è posata sulla Luna, si è nutrito del corpo e sangue di Cristo – consacrati nella sua Chiesa evangelica presbiteriana – mentre Armstrong lo osservava in rispettoso silenzio.  

Pochi mesi prima, l’Apollo 8 era stata la prima navicella spaziale a lasciare la Terra con degli uomini a bordo e a orbitare attorno alla Luna. Era il 21 dicembre 1968. Gli astronauti festeggiarono il Natale girando attorno al “candido satellite” e fecero gli auguri natalizi a tutta l’umanità leggendo il primo capitolo della Genesi: «Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte».

Dalla Creazione al Natale

«Sia la luce!», dice il Padre e crea il Big Bang. E plasma la terra per essere la culla di suo Figlio. Questi viene come Luce del mondo, per rischiarare le nostre tenebre interiori e invitarci a continuare noi stessi l’opera della creazione: «I cieli sono i cieli del Signore, ma la terra l’ha data ai figli dell’uomo» (Sal 115,16). La terra e tutto il creato sono  messi nelle nostre mani per essere da noi goduti e tramandati alle future generazioni, migliorati, conquistati e custoditi con intelligenza, rispetto e amore.

I primi passi alla conquista dell’universo sono compiuti da scienziati illuminati dalla fede (a cominciare da Gagarin, cristiano ortodosso). Passi verso la Luce, l’Infinito, l’“Uni-verso”: parola che indica tensione, direzione, cammino verso l’Uno, verso l’«Amor che move il sole e l’altre stelle». Verso quell’Amore che è venuto sulla terra per invitarci a contemplare il Cielo, per donarci la nostalgia del paradiso, per aprirci all’Infinito, per farci come Lui. E permetterci di godere ogni anno la festa della Luce: il Suo, il nostro Natale.