Miracoli, santuari mariani e business

Intervista a Don Valentino Salvoldi

_Nel mese di giugno c’è stato un fiorire di apparizioni della Vergine Maria. Vere o presunte che siano, hanno creato un dibattito mediatico. Il 27 giugno sei intervenuto al dibattito nel programma “Diritto e Rovescio” (Link alla puntata) sulle apparizioni della Vergine, sui santuari mariani e sul business che vi sta dietro.
C’era da aspettarsi che come sacerdote fossi oggetto di attacchi da parte di non credenti, non praticanti e cristiani non appartenenti al cattolicesimo. Ti ripropongo le domande di quella serata alle quali hai potuto dare risposte solo parziali, come capita spesso nei “talk show”. Innanzitutto, qual è il tuo atteggiamento di fronte a chi è scettico riguardo alle apparizioni e alla possibilità di capire se un evento possa essere giudicato come “miracolo”?

Mi piace far parlare scienziati, filosofi e santi. Comincio con Einstein: «Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo». E si noti che il grande scienziato ebreo – che qualcuno vuol far passare per ateo e patrono degli agnostici – era credente. Ho riportato 31 sue frasi su Dio nel libretto che si può leggere integralmente in Internet: Scienziati davanti a Dio. Qui si veda anche quanto afferma Pascal: «Per preservare la nostra libertà, Dio non pone mai l’uomo dinanzi a un’evidenza schiacciante. Dio non vuole metterci con le spalle al muro, vuole che la nostra libertà sia salvaguardata. Dio ha messo nel mondo abbastanza luce per chi vuole credere, ma ha anche lasciato abbastanza ombre per chi non vuole credere». Questo grande matematico, convertito al Cristianesimo in seguito a una forte esperienza di fede, invita chi cerca Dio a rendersi conto che «Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce». Sono convinto che si conosce solo ciò che si ama. Affermazione che rimanda a Sant’Agostino: «Ama e capirai». Quindi, di fronte allo scettico si deve avere il coraggio di proporre un’esperienza di fede arricchita dall’amore alla vita. Grazie a questo atteggiamento lo scettico può avvicinarsi alla realtà per capire, più che per giudicare. Capire come fa il bambino, che si pone mille “perché?” e come fa il saggio, cosciente che è maggior segno di intelligenza porre domande anziché aspettarsi risposte immediate. La domanda apre gli orizzonti, mentre la risposta rischia di chiuderli.

Parli dei filosofi e dei santi, ma, guardando a Cristo e al Vangelo, che intuizioni possiamo trarre per far luce sul tema che ti è stato proposto?

Innanzitutto, nel Vangelo ci sono più miracoli che parole. Da Cristo, poi, possiamo imparare che si può capire un evento, o un miracolo, o un segno solo se si è liberi da pregiudizi. Basti ricordare la parabola del ricco epulone: chi ha un pregiudizio non si smuoverebbe neppure di un centimetro, non cambierebbe vita neppure se venisse qualcuno dal regno dei morti a dirgli che esiste l’inferno…
Quando Gesù afferma: «La tua fede ti ha salvato», intende sottolineare il fatto che non è Lui a compiere i miracoli, ma chi ha fede di essere esaudito. Il Maestro, inoltre, non esita ad affermare: «Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi».
Guardando poi a Dio Padre, possiamo facilmente credere che Chi ha creato l’universo ha il potere di fare eccezioni all’ordine naturale: il miracolo. Ridonare la salute del corpo e quella dello spirito. E perdonare i peccati è un miracolo più grande che guarire dalle infermità e dalle malattie del corpo.

E per te che cosa è il miracolo?

La parola “miracolo” esprime ciò che crea stupore, meraviglia e sorpresa davanti al “mistero”, da intendere non come realtà oscura, ma come pienezza di luce. “Mistero”: parola derivante dal greco, che esprime l’atto di “mettersi la mano alla bocca” perché invasi dalla meraviglia per la bellezza del Creato. Questo è la firma dell’umiltà di Dio che si nasconde dietro le sue creature, perché vuole lasciarci liberi nelle nostre scelte.
Io non dubito che la vita stessa sia tutta un miracolo. Perciò non ho bisogno di chiedere segni speciali per credere: mi basta continuare a vivere per lodare Dio, per ringraziarlo perché mi lascia vivere per lodare il suo nome e comunicare al mio prossimo la gioia di credere e di amare.
Il miracolo si realizza non soltanto quando riesco a MOSTRARE (non dimostrare) che Dio esiste, ma anche quando riesco a confrontarmi con tutti con animo sereno, a cogliere in ciascuno frammenti di verità, a perdonare.

Ma in modo specifico che cosa pensi dei miracoli che avvengono nei santuari mariani?

Il vero miracolo dei santuari mariani è la conversione. È la volontà di accostarsi al sacramento della penitenza per riconciliarsi con sé stessi, con gli altri, con Dio. È il fatto di tornare a casa con la capacità di dare un senso alle proprie sofferenze. Sono 69 i miracoli ufficialmente riconosciuti a Lourdes. Un’inezia rispetto alle grazie richieste e alla frequenza dei pellegrini? Il Comitato Medico Internazionale è rigorosissimo: prima di pronunciarsi tiene in considerazione le regressioni spontanee della malattia e l’incidenza del fattore psicosomatico. La Chiesa ha un atteggiamento “scettico” ogni volta che qualcuno parla di apparizioni e di miracoli. Ma non va contro l’evidenza, dopo analisi che durano anche decine di anni.

Nella citata trasmissione “Dritto e Rovescio”, i partecipanti volevano una giustificazione del fatto che i santuari mariani sono un’occasione per la Chiesa, per i veggenti e i commercianti di fare grossi affari. Il dibattito è stato alquanto acceso. Come hai reagito?

Ho lasciato che i sette partecipanti si sfogassero (solo una donna era sulla mia stessa lunghezza d’onda) mentre, sorridendo, scuotevo il capo. Quando, finalmente, il mio silenzio è diventato più eloquente delle parole e il conduttore mi ha interpellato, ho sottoposto alcuni spunti di riflessione:

  • Se ci sono incongruenze e situazioni negative in un determinato campo, possiamo forse buttare via assieme all’acqua sporca anche il bambino?
  • Non è forse opportuno distinguere la fede dal commercio?
  • Tutti noi sperimentiamo l’esistenza del peccato originale e tutti possiamo sbagliare. C’è forse qualcuno che non abbia sbagliato in qualche campo?
  • Non dobbiamo forse ricordare le parole di Gesù: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra»?
  • Dopo aver posto queste domande, ho accennato a quanto dice papa Francesco: «Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite». L’Occidente ora è il campo di battaglia, dopo la sconfitta. Di fronte ai moribondi andiamo a provare il colesterolo, oppure cerchiamo di salvare il salvabile? In altre parole: i santuari mariani ci richiamano alla fede, alla conversione, alla preghiera. Questo è quanto la Vergine Madre chiede in ogni apparizione.
  • Di fronte ai mass media attenti prevalentemente agli scandali – reali o presunti – ci si deve chiedere se abbiamo una mente “pattumiera” o “eucaristica”: una mente, cioè, che conserva solo i rifiuti oppure sa lodare, ringraziare e adorare quel Signore che ha misericordia dei suoi figli e manda Maria a richiamarli a ciò che è essenziale per creare la civiltà dell’amore.
  • E siccome poi, dalla platea, una persona ha affermato che apparizioni e miracoli sono tutte suggestioni, ho risposto lapidariamente con le parole di Padre Pio. A chi gli riportò che un luminare della scienza riteneva che le sue stimmate fossero il risultato della suggestione di volersi identificare con Cristo, rispose: «Quando vedi quel professore digli di pensare intensamente a un bue. E poi stiamo a vedere se gli spuntano le corna».

Un altro intervento di “Dritto e Rovescio” mirava a screditare le apparizioni per il fatto che la Madonna si rende presente in vari luoghi, in orari ben calcolati, dando appuntamenti precisi ai veggenti, “come una responsabile di un ufficio postale”. Che cosa ne pensi?

Rispetto alla frequenza delle apparizioni, basti pensare che la Vergine, essendo assunta in cielo con il corpo, è viva e può mostrarsi a chi vuole e quando vuole, per il bene individuale e comune. Inoltre, è nostra Madre: una mamma non continua forse a fare raccomandazioni ai propri figli, soprattutto quando li vede esposti ai pericoli? E rispetto agli orari, mi piace ricordare le parole della volpe al Piccolo Principe: «Se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…».

Maria Rosa Lorini

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