Milano-Roma, 20 Gennaio 2008

Una conversione anche per i dannati?

Che bello: uno scompartimento della carrozza del treno tutta per me! Posso leggere, pensare e pregare, avvolto nel silenzio e stimolato dal paesaggio che contemplo dal finestrino.

Ma a Bologna sale un diciassettenne. Capelli “rasta”, orecchini, piercing, pantaloni con il cavallo alle ginocchia. Stranamente mi saluta. Rispondo con un sorriso.

Dallo zainetto estrae la play-station e s’immerge nel suo gioco. Fino a Firenze. Lì non sale nessun passeggero e siano ancora soli. E lui ha voglia di parlare:

“Ma lei è un prete?”.

“E non si vede dal vestito e dalla faccia?”.

“Ma… il vestito forse. Ma la faccia sembra normale”.

“Tu sei normale o superiore alla media?”.

“Boh. Non lo so. Forse…Lei sta pregando perché è un prete?”.

“Anche i laici sono chiamati a pregare, se vogliono salvarsi”.

“Lo dice sempre anche mia mamma. Ma lei a che squadra tiene?”.

“Scusami, ma non m’interessa parlare di sport. Se vuoi, parliamo di te”.

“Non è che sia molto interessante io. Anzi…se lo chiedesse a mia madre, ne sentirebbe di belle! Povera donna: le sto facendo sputare sangue”.

“Il fatto che tu lo ammetta, ti mette già sulla buona strada. Puoi tornare da capo e diventare un santo. Poiché i santi non sono persone che non hanno mai peccato, ma che hanno sempre cercato di cominciare da capo. Così mi ha insegnato mia madre”.

“Santo…Mi basterebbe essere passabile. Invece sono una frana in tutti i campi. Ogni anno passo con tre debiti. E questa mattina ho preso uno e mezzo in matematica”.

“Oh, che bravo professore che sa calcolare alla perfezione, anche i mezzi punti. Quando io insegnavo filosofia non sapevo mai come valutare gli studenti, perché mia mamma diceva che se io li avessi bocciati, sarebbe stato colpa mia: sarebbe stata una dimostrazione che non ero capace d’insegnare”.

“Invece io dovrò far firmare a mia mamma il mio uno e mezzo. Tanto per aggiungere schiaffo a schiaffo. Proprio non le do soddisfazioni: litigo perché mi spegne la televisione, litigo perché non vado mai a messa, litigo perché faccio pena a scuola, litigo quando la vedo piangere perché teme che finisca all’inferno”.

Il racconto continua a lungo. Da quando ha ricevuto la cresima, ha smesso di andare in chiesa. Da principio perché non ci andavano i suoi amici. Poi per pigrizia. Poi perché si era convinto che Dio non esistesse e se anche ci fosse stato, essendo “Amore”, avrebbe salvato tutti, sia quelli che vanno a messa, come quelli che non ci vanno. In barba a sua madre…

Quel continuo parlare della mamma mi porta a raccontargli la vita di S.Agostino, in particolare come egli si convertì grazie alla preghiere e alla lacrime di sua madre.

“Ma io ho già fatto piangere a sufficienza la mia. Vorrei toglierle un peso dal cuore convincendola che l’inferno non esiste. Mi può aiutare, padre, in questo intento?”.

Prendo in mano il Vangelo e gli leggo la parabola del ricco epulone. Una persona che non ha un nome, perché secondo Cristo soltanto i poveri possono essere chiamati per nome. Il ricco ha peccato, perché neppure ha visto, presso la porta del suo palazzo, Lazzaro, il mendicante. Questo, alla morte, viene accolto nella gloria del cielo, mentre il ricco sprofonda nell’inferno.

Inutile chiedere una goccia d’acqua. Abramo non permette a Lazzaro di sollevarlo dalle sue pene.

Però, ecco la grande svolta: il ricco chiede che Lazzaro torni in terra per convertire i suoi fratelli.

Un dannato che pensa agli altri? Un dannato che intercede per gli altri? Un dannato “che porta frutti”? Da notare che “portare frutti”, secondo la Bibbia, significa trovarsi nelle condizioni di riuscire a pregare. Quindi, un dannato che si converte!

La parabola si chiude senza dare una risposta a questo problema. Ma è il diciassettenne che tira le conclusioni: “ Mia mamma mi ha detto che, se dovessi andare io all’inferno, pregherebbe Dio di portarmi in paradiso. Lei sarebbe disposta a stare all’inferno al mio posto. E Dio dovrebbe essere meno compassionevole di mia madre?”.

“Dio è bontà, misericordia e amore. Fidati. Confessati e ricomincia una nuova vita”.

“Il giorno in cui deciderò di confessarmi, verrò a cercarla”.

“Ma non attendere vent’anni. Potrei essere già in paradiso o all’…”.

“…all’inferno un prete? Un prete che prega e cerca di consolare un giovane?”.

“Ci tenga lontani dalla presunzione di salvarci senza merito quel Dio che ai poveri, agli umili e ai piccoli si rivela come buono, clemente e misericordioso”.

Valentino

Commenti

  1. Anna
    feb 22, 22:14 #

    Vorrei incontrarti almeno una volta tra tutti i miei viaggi in treno.. Non stancarti mai di ripetere le tue parole, o meglio la Sua Parola..il tuo seminare ha portato frutti dei quali magari non verrai mai a conoscenza ma che stanno facendo fiorire il mondo. Un abbraccio e un sorriso. Anna

  2. Simo
    apr 3, 20:42 #

    …erano quasi 2anni che non mi confessavo…per i soliti motivi (pigrizia, il prete non era un simpaticone ecc..)…ma al campo ho sentito il bisogno di tirare fuori i miei errori davanti a una persona e a Dio…e ammetto che mi sono sentito decisamente meglio!!!
    Grazie al campo ho rivalutato la confessione…e l’importanza di non sentirci MAI degli “arrivati”!
    …dobbiamo cercare un continuo miglioramento!!! perchè non è giusto approfittare dell’infinita bontà di Dio…lui ci perdonerà tutti ne sono sicuro…ci accoglierà, tirandoci l’orecchio e dandoci una pacca sulla spalla come fanno gli amici! Poi ci offrirà una birra al suo bar preferito e probabilmente ci farà una sonora ramanzina!!! (ammetto che la mia immaginazione su Dio è strana…ma io me lo figuro come un amico eheh!)
    Alla fine saremo perdonati tutti! dal primo all’ultimo…ma non allo stesso modo…
    Rimboccarsi le maniche non è affatto facile perchè costa fatica! e non poca!!!
    La vera Forza è in noi e nelle persone che ci circondano (e che amiamo!!!) può diventare fisica e mentale, spirituale e vitale!
    …la vera Forza cè….cerchiamola!
    se continuiamo a cercare non saremo mai degli “arrivati” e la vita sarà sempre una bella “caccia al tesoro”

    ….quindi miei cari vi auguro una buona partita!
    (io spesso sono in alto mare nella ricerca ahah!!!)

    vi abbraccio tutti…simo…

  3. Anna
    apr 5, 20:14 #

    Da una settimana sono a casa con l’influenza,ciò ha fatto si che riordinando ho trovato un libro di Don valentino, che avevo comprato parecchi anni fà ma non avevo mai letto.Mi sono sempre confessata con una certa frequenza ,ma finalmento ho compreso il vero valore della confessione e della preghiera.Sprero di diventare “un figlio” invece che uno schiavo.Grazie di cuore per quello che le tue riflessioni,spero, produrrano in me

  4. sergio
    nov 23, 20:52 #

    e per cchi si è sentito direda DIOVIA LONTANO DA ME MALEDETTI” ma vogliono cambiare? Piango dirotto tutti i giorni
    che ne sarà di me se no ritornerò a DIO

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