Giubileo della Misericordia

L’annuncio di Papa Francesco. «Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della Misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale; e dobbiamo fare questo cammino. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio». E prima ancora: «Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio. Tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più grande è il peccato e maggiore deve essere l’amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono».

“Misericordia”, parola chiave del pontificato di papa Francesco che nell’omelia della canonizzazione di Giovanni XXIII e di papa Woytila li esalta perché «hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù». Elevando poi agli onori degli altari Madre Speranza di Collevalenza, mette in evidenza la grandezza di questa mistica che aveva chiesto al Signore: «Annegami nell’abisso del tuo amore misericordioso».

Illetterata, parlando a stento l’italiano infarcito di locuzioni spagnole, osteggiata anche da chi riceve da lei doni e grazie… con l’aiuto di una trentina di suore, la beata Madre Speranza realizza un complesso che è eloquente segno di una Provvidenza che porta a compimento quanto promette, per chi in essa crede. Per chi dà fiducia alle parole di Cristo: «In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste…».

A Collevalenza si moltiplicano i miracoli: più che quelli legati all’immersione nelle acque fatte sgorgare da Madre Speranza, quelli prodotti dall’immersione nella divina misericordia, grazie al sacramento della Riconciliazione.

La tomba di Madre Speranza: armonica integrazione del suo corpo con il Santuario. Il pavimento si alza ad indicare che sottoterra c’è un seme vitale, pronto a rompere le zolle per far spuntare la spiga. La piccola tomba non può contenere un grande amore. La terra fermenta, pronta per un’esplosione: la resurrezione.

E dalla meditazione sulla resurrezione del nostro corpo, si passa a quei riti che facilitino la resurrezione dello spirito, grazie all’incontro con quel Cristo che per Madre Speranza fu “estasi e tormento”. Di lei Dio si serve per far gustare alla Chiesa la divina misericordia e per richiamare l’attenzione sui due amori che danno un volto a questa suora: i poveri e i preti. Tra i poveri, un posto preminente è occupato dai peccatori: chi mai è più povero di chi è privo di Dio? E i preti, cristiani dotati di un potere affascinante e tremendo: assolvere i peccati e celebrare la santa messa. Per questi uomini di Dio Madre Speranza spende la sua vita, offrendo tutte le sue sofferenze per la loro santificazione.

Trascorre la vita in continua familiarità con il Signore, dal quale ha rivelazioni sorprendenti: Dio si serve dei poveri, degli umili, di chi “scompare” per fare posto in sé a Dio e agli altri, per rivelare ciò che i grandi faticano a capire, o non capiscono per nulla.

Giovanni Paolo II percepisce la potenza del divino celata in Madre Speranza e l’incontra a Collevalenza. La religiosa, ammalata e al termine della sua vita, dopo tante sofferenze subite anche dal clero, può intonare il canto di Simeone («Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace») dopo che il Papa si è chinato a baciare la sua fronte.

E papa Francesco, ora, va ripetendo le stesse idee espresse cinquant’anni fa da Madre Speranza: con la stessa fede, la stessa spiritualità, la stessa semplicità, lo stesso amore per Dio e per questa umanità, affascinata dalla divina misericordia.

Semi di misericordia. Madre Speranza e papa Francesco (Edizioni Messaggero, Padova) è un libro che abbozza un’antologia mirante a cogliere i più importanti temi della teologia, instaurando un parallelismo tra la Religiosa e papa Francesco. Libro che ci aiuta a capire come mai il Papa abbia deciso di indire il Giubileo della Misericordia. Ci indica la via del mirabile santuario di Collevalenza, dove i pellegrini hanno la possibilità di immergersi nell’amore misericordioso. Ci aiuta a confessarci, presentando 21 capitoletti che ci stimolano a vivere la confessione di lode: partendo dalla meditazione di un testo specifico (amore, bellezza, croce, dolore…), noi penitenti troveremo riflessioni utili per ringraziare il Signore, chiedere perdono per essere lontani dall’ideale espresso nel ringraziamento, e concludere con un proposito piccolo, controllabile e adatto per immergerci di nuovo nella divina misericordia. Riconciliati, grazie ad una bella e buona confessione, saremo in grado di apprezzare il magnanimo gesto di papa Francesco di spalancarci le porte della divina misericordia, in riposta al grido di San Paolo: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio».

Valentino

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