Il sorriso dell’ottavo giorno.

Il sorriso dell’ottavo giorno. Litigio e riconciliazione

Valentino Salvoldi

Collana Psicologia e personalità n. 115

ISBN 8831543736

pagine 80 – euro 10,00

“Io sempre ai novelli sposi do questo consiglio: litigate quanto volete, se volano piatti lasciateli volare, ma non finite mai la giornata senza fare la pace”. Si potrebbe racchiudere in questa frase, pronunciata da papa Francesco lo scorso anno nella Cattedrale di San Rufino ad Assisi, il senso del nuovo libro di Valentino Salvoldi, “Il sorriso dell’ottavo giorno. Litigio e riconciliazione”.

Di chi è il sorriso dell’ottavo giorno? L’autore immagina Dio che, dopo aver lavorato e riposato per i primi sette giorni della Creazione, all’ottavo sorride, osservando le sue creature, troppo spesso pronte a litigare. Sorride perché guarda con benevola compassione i suoi figli, accogliendo paternamente i loro limiti. Sorride perché sa che quel litigio può diventare utile, significativo e, infine, a volte, cosa buona. Da qui nascono le pagine di questo piccolo libro, arricchito dalla prefazione di S.E. Mons Enrico dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense.
Il libro è composto da quattro brevi ma ricchi capitoli, in cui Valentino Salvoldi evidenzia la necessità di “litigare con arte”, attraverso alcune regole desunte, come lui stesso scrive “dal buon senso, dal sentire comune, facendo una sintesi di quanto ho appreso da genti diverse e da differenti culture”, quelle da lui visitate e vissute in Africa, India, America Latina.

Nel primo capitolo vengono presentate alcune indicazioni, solitamente presentate durante i worldwide marriage encounter, gruppi di spiritualità matrimoniale diffusi in tutti i paesi del mondo. Sono regole finalizzate ad aiutare i coniugi a dialogare, rinnovando la loro alleanza d’amore. Nel secondo capitolo, invece, vengono posti dei quesiti per ricercare un metodo che aiuti a litigare intelligentemente, ricorrendo all’armonia tra ragione e sentimenti. Nel terzo capitolo vengono poi fatte delle proposte in cui la conflittualità è mostrata come mezzo da gestire intelligentemente allo scopo di cambiare il litigio in dialogo, il dialogo in comprensione, la comprensione in amore.
Ne scaturisce l’ultimo capitolo, che mostra la logica di un fecondo lavoro a due o di gruppo, in cui le potenzialità di ciascuno vengono messe a disposizione per il bene comune, affinché per tutti sorga l’ottavo giorno, il giorno del sorriso.

Si legge nell’introduzione: “E sì, il litigare va considerato un’arte, vale a dire una forma di attività che mette alla prova ed esalta il talento creativo e le capacità espressive dell’essere umano. Un’arte che mira a far emergere il capolavoro, il risultato di un paziente confronto con quanti, amandoci, ci regalano le loro considerazioni, ci fanno notare le nostre manchevolezze, piangono con noi sui nostri errori e si sforzano di trasformare il limite in uno stimolo al miglioramento”.

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