Cammino verso la libertà dei figli di Dio

«Saremo giudicati sull’amore». Siamo liberi di accogliere o rifiutare l’Amore. Possiamo ergere tante barriere nei confronti di quel Dio che non domanda altro che di amare e di lasciarci da Lui amare. Possiamo allontanarci da Lui ed errare, prostituirci, condividere le carrube con i porci. E Lui, Padre prodigo, ci accoglie e ci perdona, perché fedele è il suo amore per noi. Quando ritorniamo alla casa paterna ci inonda d’amore, rendendoci più belli e ricchi di prima: ci porge il vestito bianco, calzari nuovi e l’anello regale, per godere dell’impareggiabile dono della libertà dei figli di Dio.

Ci inonda d’amore, ci educa all’amore, ci fa capire che pienezza della legge è l’amore. Ed è talmente buono che per “l’esame finale”, quando sarà il momento del giudizio, ci ha già svelato le domande sulle quali verterà la nostra interrogazione: «Avevo fame, e tu?  Ero nudo, e tu? Ero in carcere, e tu? Tu, che cosa hai fatto per me?».

«Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore» (San Giovanni della Croce).

Ciò che maggiormente affascina, nell’amore proposto da Cristo, è il suo carattere di radicalità e, insieme, l’immenso potenziale di quella libertà che ci permette di diventare figli di Dio. Appunto perché sconcertanti e controcorrente, il dono e il messaggio del Signore si mostrano affascinanti e attirano soprattutto i giovani, disgustati dalle mezze misure e dai compromessi.

Il fascino esercitato dai  filosofi e fedeli cristiani del Medioevo è da cercare, tra l’altro, nella radicalità dei loro comportamenti e nella paradossalità del loro pensiero:  accettano Dio e il suo messaggio proprio perché in sé sembrano assurdi e, nella loro apparente follia, sono un concentrato di sapienza e un mezzo formidabile per scoprire la vera libertà. 

Anziché sviluppare questo concetto, amo presentare uno schema che contrappone la globalizzazione schiavizzante del pensiero neoliberale al liberante pensiero di Cristo:

«Beati i poveri». Beati i ricchi.
Dio è amore. L’amore (per il denaro) è Dio.
«Servire è regnare». Farsi servire per far prosperare la propria azienda è lo scopo del vivere: profitto per sé.
Condivisione della Parola, del pane materiale e del Pane di Vita. Accumulo per il proprio “gruppo” senza scrupoli etici o morali.
Rispetto di ogni essere umano. Rispetto dei potenti, di quanti contano e scrivono (sui giornali).
Liberazione da ogni oppressione. Nuove oppressioni tramite i prestiti ai Paesi da noi impoveriti.
«La verità vi farà liberi». Manipolazione della verità grazie al controllo dei mass media.
Siamo tutti uguali di fronte al Padre. Qualcuno è più “uguale” degli altri.
La prostituta diventa donna. La donna si prostituisce ai bisogni dei ricchi.
I poveri sono la carne di Cristo. I poveri non contano nulla.
Famiglia unita nell’amore. Separazioni e divorzi.
Giusta retribuzione dell’operaio. Sfruttamento dei bambini sottopagati e disoccupazione dei giovani.
L’uomo prima della legge. La legge al servizio del profitto.
«Sono venuto per portare la vita». Col genocidio si salva il sistema.
Pace e perdono. Guerra e vendetta.
Giustizia, pace, salvaguardia del creato (ecologia del cuore). Bombe atomiche, chimiche, sfruttamento indiscriminato del creato.
«C’è più gioia nel donare che nel ricevere». È importante ricevere consensi, grazie al denaro.
Saremo giudicati sull’amore. Saremo giudicati in base  al numero delle nostre comparse televisive.

Liberi e amanti. Per poter radicare l’amore nella libertà e dilatare i nostri  spazi nello sconfinato oceano dell’amore occorre avere dei punti fermi che orientino i nostri passi alla luce della Parola e della riflessione della teologia moderna.

Siamo tutti dotati di un privilegio inestimabile, quello di possedere una libertà che deve essere contemporaneamente fedele e creativa. La nostra natura umana non può essere disgiunta dalla nostra “sostanza divina”, per cui siamo chiamati ad integrare armoniosamente la vita di fede con il quotidiano interagire con tanti fratelli e sorelle: la morale cristiana è naturalmente “religiosa”, vale a dire legata strettamente al prossimo e a Dio.

Questi chiama (alla vita e all’amore) e la persona risponde. Ne nasce una morale della “responsabilità”: risposta sia alla chiamata dall’alto, sia a quel Dio che ci interpella attraverso le necessità di tutto il genere umano.

In Cristo si amalgama la chiamata di Dio e la risposta del credente. Cristo, Parola del Padre. Cristo, il Vivente di tutti i secoli. Cristo, l’umanità tutta intera. Egli vive in noi. Noi siamo ora la sua parola, le sue mani per costruire l’universo, il suo cuore per amare tutti, compresi i nemici.

Cristo valorizza ogni singolo individuo, che non “scompare” nella comunità. Il nostro modo di essere e di agire non si basa sull’individualismo liberale, né sul collettivismo marxista: ognuno di noi deve sentirsi solidalmente legato al tutto e personalmente corresponsabile del bene comune. E, una volta liberato, dimorare nella libertà, seguendo l’invito di  San Paolo: «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi» (Gal 5,1) e perché ci liberassimo da desuete ideologie e da strutture  legate a tradizioni morte, in stridente contrasto con la nostra  liberante fede nel Dio vivente.

Per arrivare alla comprensione della «legge perfetta della libertà» (Gc 1,25) dobbiamo annodare il termine libertà con quello di fedeltà: la vera libertà e l’impegno per la liberazione di tutti gli esseri umani, ad ogni livello, devono procedere insieme con la fedeltà alla tradizione, ai nostri compagni di viaggio, grati verso chi ci ha preceduti, responsabili verso coloro che ci seguiranno.

La vera libertà,  “legata” a Dio e ai fratelli, secondo Joseph Ratzinger,  è espressa in questa sua preghiera: 

 

«Signore Gesù Cristo,
ti sei fatto inchiodare sulla croce,
accettando la terribile crudeltà di questo dolore,
la distruzione del tuo corpo e della tua dignità.
Ti sei fatto inchiodare,
hai sofferto senza fughe e senza compromessi.
Aiutaci a non fuggire di fronte a ciò che siamo chiamati ad adempiere.
Aiutaci a farci legare strettamente a te.
Aiutaci a smascherare quella falsa libertà
che ci vuole allontanare da te.
Aiutaci ad accettare la tua libertà “legata”
e a trovare nello stretto legame con te la vera libertà».

 

Valentino

Commenti

  1. Chiara
    dic 9, 00:06 #

    Ciao Valentino, sono Chiara.. (una ragazza della sicilia che ha potuto sentire i tuoi insegnamenti, ha avuto la fortuna di sedere a tavola con te e di poter ascoltare le tue esperienze!) sei veramente un dono per tutti quelli che ti incontrano,che hanno la fortuna di poterti parlare. Sei un pieno di gioia,affetto.. UN MENDICANTE D’AMORE!!!!
    I tuoi gesti sono riusciti a far convertire tanta gente,la tua semplicità fuori dagli schemi ha sconvolto i giovani e coinvolto questi ultimi che sono sempre più lontani.
    In Sicilia hai fatto COLPO.. :) hai lasciato un segno nel sud dell’isola, proprio qui dove siamo dimenticati.
    Abbiamo pubblicato su facebook ‘‘Celebra te stesso’‘ e ha ricevuto tantissimi consensi più di 95!!!!!!!!! Mentre vedo che qui pochi ti scrivono , pochi si fanno sentire..
    A noi hai colpito,a noi sei entrato nel cuore.
    Ringrazio Dio per il dono di te, di te nel mondo.
    .. Auguro a tutti di avere la fortuna di conoscerti!!!
    Grazie di tutto.

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