Supplemento d'amore contro il male

Il male genera il male ed è causa di ingiustizie che portano alle guerre. Diventiamo operatori di pace quando ci impegniamo in una lunga battaglia che può essere vinta non attaccando direttamente il male, ma disarmandolo con il bene, il buono, il bello e il vero. Queste idee sono continuamente ribadite dal Magistero della Chiesa Cattolica degli ultimi cinquant’anni, dalla “Pacem in terris” di Giovanni XXIII ai vari pronunciamenti di papa Francesco.

Questi, nella Giornata Missionaria Mondiale 2013, ha affermato: «La lotta contro il male è dura e lunga, richiede pazienza e resistenza».  Per questo è necessario pregare sempre senza stancarsi. «La preghiera perseverante – insiste papa Francesco – è espressione della fede in un Dio che ci chiama a combattere con Lui, ogni giorno, ogni momento. Per vincere il male con il bene».

«Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» (Rm 12,21). Questa l’esortazione paolina  scelta da Giovanni Paolo II come tema della Giornata Mondiale della Pace 2005. Quanti fanno ricorso alla violenza, anziché vincere il male si fanno vincere dal male, afferma il Papa che approfondisce la sua tesi mostrando l’essenza dell’amore testimoniato da Cristo: «A cercarne le componenti profonde, il male è, in definitiva, un tragico sottrarsi alle esigenze dell'amore. Il bene morale, invece, nasce dall'amore, si manifesta come amore ed è orientato all'amore […] fino all'amore per i nemici: “Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete dagli da bere” (Rm 12,20)».

Nessuna tensione è mai stata risolta con la violenza. Questa distrugge ciò che sostiene di difendere: la dignità, la vita, la libertà degli esseri umani.

 Per riportare nel nostro ambiente giustizia, ordine e pace, occorre educarci – ed educare soprattutto le nuove generazioni – a quanto è proposto dagli Orientamenti Pastorali della CEI per questo decennio: «È pertanto indispensabile promuovere una grande opera educativa delle coscienze, che formi tutti, soprattutto le nuove generazioni, al bene aprendo loro l'orizzonte dell'umanesimo integrale e solidale, che la Chiesa indica e auspica. Su queste basi è possibile dar vita ad un ordine sociale, economico e politico che tenga conto della dignità, della libertà e dei diritti fondamentali di ogni persona».

Crea la pace,  sconfiggendo il male con un supplemento d’amore, chi collabora al bene comune e si impegna nella ricerca costante del bene altrui come se fosse proprio. Da questo comune coinvolgimento nascerà un ordine nuovo, basato sulla ricerca di un bene integrale, «di tutto l’uomo e di tutti gli uomini» (Paolo VI).

Se l’ideale sembra troppo alto, quasi irraggiungibile, Giovanni Paolo II ci esorta a raggiungerlo, chiedendoci di confidare nella preghiera che renda possibile il realizzarsi della speranza, dilatata dalla «fantasia della carità»: «Di fronte ai tanti drammi che affliggono il mondo, i cristiani confessano con umile fiducia che solo Dio rende possibile all'uomo ed ai popoli il superamento del male per raggiungere il bene. Con la sua morte e risurrezione Cristo ci ha redenti e riscattati “a caro prezzo” (1 Cor 6,20; 7,23), ottenendo la salvezza per tutti. Con il suo aiuto, pertanto, è possibile a tutti vincere il male con il bene».

Solo l’amore cambia i cuori. Per educare le nuove generazioni a disarmare la vendetta con il perdono e a creare la civiltà dell’amore, è utile ricorrere agli scritti di san Giovanni, specialmente là dove parla della “carità”. Carità e amore non astratti, ma personificati in Cristo, perché «Dio è amore», presente in ogni nostro tentativo di volere bene a tutti, come Dio ci ama.

Chi fa l’esperienza  del Dio-Amore, è orgoglioso di testimoniarla attraverso la bontà, la verità, la bellezza e l’unità con Dio, con i fratelli, con il creato.

La bontà ha un’icona in papa Giovanni XXIII, che solitamente così prego:

«Solo il Padre è buono». Ma l’umanità ha visto in te, papa Giovanni, la bontà fatta persona. Aiutaci a scoprire in ogni evento, lieto o triste, l’immensa Bontà, l’eterna Misericordia, l’infinito Amore.

«Chi si umilia sarà esaltato». Ma noi fatichiamo a spogliarci dell’io, pago di sé, per rivestirci di Cristo. Rispondi alla nostra supplica  di diventare grandi come i bambini.

«Beati voi, resi poveri dallo Spirito». Tu, nostro fratello, maestro e pastore, nato, vissuto e morto povero, arricchisci i credenti di una povertà operosa, paga solo di realtà eterne.

«Bussate e vi sarà aperto».Sta’ accanto alla porta del paradisoe, sorridente, accoglici nella gloria,saldi nella fede feconda,beati nella speranza indomita,gioiosi nell’amore senza fine.

La verità ci è stata proposta  dall’enciclica “Veritatis splendor”, nella quale Giovanni Paolo II illustra la posizione della Chiesa sulla condizione dell'uomo davanti al bene e al male, e sul ruolo della Chiesa nell'insegnamento morale. Altra enciclica magistrale su questo argomento è “Caritas in veritate” di Benedetto XVI, del cui insegnamento ecco alcuni principi: 

- La verità rende liberi: «Siamo chiamati alla libertà» (cfr. lettera ai Galati). 

- Ci realizziamo attraverso uno sviluppo integrale nella carità e verità.

- Senza verità – senza Dio – l’azione sociale scade nella ricerca di interessi privati e nella logica del potere che porta ad una frammentazione sociale, proprio quando ci si riempie la bocca con parole quali “globalizzazione”, villaggio globale, mondo unificato, raggiungibile…

- La giustizia deve essere corretta dalla carità. Dio è somma giustizia perché è sommo amore.

- Il capitale primario che deve essere salvaguardato e valorizzato è l’uomo.

- La presente crisi finanziaria è legata alla mancanza di trasparenza, di onestà e di responsabilità. Ci chiediamo: «Sono forse io il custode di mio fratello?». E con questa domanda dichiariamo di essere Caino.

- Nuovi stili di vita si impongono; dobbiamo cambiare vita, rivalutando quella povertà che Cristo chiamò beata.

 

Alla base di queste due encicliche c’è un’intuizione: lo sviluppo integrale ha bisogno di cristiani che vivano con le mani alzate al cielo, in preghiera. Questa cambia il mondo perché converte l’individuo, lo trasforma, lo trasfigura, lo divinizza, grazie a quella verità che ci rende liberi e liberatori.

La bellezza, secondo la definizione filosofica, è «splendore di verità». Quindi ad essa si applica ciò che si dice della verità, della bontà e dell’unità, valori da godersi in se stessi e come fondamentale rimando a Dio, Bellezza assoluta.  È la “Via della bellezza” di cui parla magistralmente papa Benedetto XVI.

Per educare alla bellezza occorre  introdurre  i nostri contemporanei al rifiuto del brutto, del male, del peccato e  mostrare come la bellezza e la pienezza dell’amore rifulgono proprio quando gli amici voltano le spalle; quando si imita Cristo che sceglie di mettersi tra i nemici che lo stanno catturando nel Getzemani e gli amici che lo stanno abbandonando; quando i legami umani  sono intessuti della logica delle Beatitudini; quando ci liberiamo da pregiudizi e condizionamenti e seguiamo l’insegnamento del Maestro: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri».

L’unità di tutti gli esseri umani è stata oggetto della preghiera di Cristo, sempre, ma soprattutto durante l’Ultima Cena: «Padre, che tutti siano uno». Il cristiano è chiamato all’unità con tutti, dal momento che – come dice San Paolo – abbiamo «una sola fede, un solo battesimo, un solo Signore, un solo Dio che sarà tutto in tutti».

 Unità voluta da Cristo, Pastore bello e buono dell’unico gregge, formato da “pecore” chiamate per nome, condotte ai pascoli della vita, difese dai lupi. Immagine cara a papa Francesco che esorta vescovi e preti a saper stare «in mezzo al gregge» e se necessario anche «dietro al gregge», a «condividere con gli umili», a «mettere da parte ogni forma di supponenza» per chinarsi sulle persone affidate loro. Stare «in mezzo» al gregge richiede soprattutto la capacità «di ascoltare il silenzioso racconto di chi soffre e di sostenere il passo di chi teme di non farcela».

Tutto ciò è stato testimoniato e vissuto in modo eroico da don Pino Puglisi, vittima della mafia e beatificato nel maggio del 2013. Egli era solito dire che Dio continua ad educarci ed amarci attraverso persone specifiche, attraverso gesti concreti che dimostrano che solo l’amore cambia i cuori. Solo il bene può sconfiggere il male.

 

Valentino

Commenti

  1. Ermanno
    nov 28, 11:50 #

    Questa pagina mi porta a riflettere su come sostituire le reazioni istintive nelle circostanze della vita critiche con Pace a Amore Divino.
    E’ sempre la migliore soluzione.
    Anche se a volte per fragilità e debolezza lo si dimentica, si pensa di voler risolvere da soli i problemi, dimenticandosi che Dio è li sempre al nostro fianco, suggerendoci la strada dell’Amore incondizionato.

    Grazie Don Valentino !
    Ermanno

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