"La giornata del creato", a difesa dell'ambiente

Stando nei Paesi impoveriti del Sud del mondo, potete ben capire che le mie possibilità di scambio di informazioni col Nord del mondo sono molto scarse e limitate. Per questo, pensando che il primo di settembre di ogni anno la Chiesa celebra la “Giornata del creato” a difesa dell’ambiente, ho chiesto a mio fratello GianCarlo, che è stato deputato con i Verdi, di scrivere alcune riflessioni al proposito, sapendo che su queste tematiche abbiamo avuto lo stesso punto di vista, fin dall’impegno condiviso contro l’apertura delle miniere di uranio a Novazza e sull’arco alpino già nel lontano 1977.

Esattamente 35 anni fa Valentino scriveva un saggio teologico sulla difesa dell’ambiente, a sostegno della lotta che stava iniziando contro lo sfruttamento dei giacimenti uraniferi delle Alpi. La nostra era stata una mobilitazione che puntava a promuovere la consapevolezza dell’importanza dell’ambiente, e al coinvolgimento delle popolazioni in un processo di partecipazione democratica e nonviolenta. Erano anni in cui forte era il dibattito e lo scontro anche all’interno dei partiti tra quanti privilegiavano l’esigenza del lavoro e dell’occupazione e quanti cominciavano ad esprimere preoccupazione per l’ambiente. Purtroppo ancora ai nostri giorni stiamo vivendo la drammatica vicenda dell’Ilva di Taranto dove sembra che mezzo secolo sia passato invano, con una contrapposizione dura tra chi difende l’ambiente e chi difende l’occupazione. E’ chiaro che sono in gioco due valori importanti ed irrinunciabili, perchè non si può nè togliere occupazione e cioè il pane ad una città che sulla siderurgia è cresciuta, nè lasciare che la diossina provochi gravissini danni alla salute e alla vita stessa delle persone che in quella città vivono. Per questo bene ha fatto la magistratura a porre in termini forti la questione, ma è inevitabile che ventimila lavoratori difendano il loro posto di lavoro, particolarmente in un meridione dove le alternative non sono facili, soprattutto in tempo di crisi economica. Ci troviamo di fronte ad un contrasto netto, in cui è forte la tentazione di seguire la via più facile, che è quella ignorare uno dei corni della contraddizione e procedere ciascuno difendendo le proprie sacrosante ragioni. Ma il rischio è di percorrere strade illusorie e senza sbocco, dove la contrapposizione può procedere all’infinito, e dove alla fine vince non chi ha più ragioni ma chi ha più forza, secondo logica bellica. Indispensabili allora sono il confronto democratico e civile, ed il dialogo tra ragioni diverse e legittime. L’alternativa a questo è l’incancrenimento delle situazioni come accade per la vicenda Tav in val di Susa, dove si è arrivati a contestare il magistrato Caselli. Ecco allora che ha grande importanza l’impostazione della “ giornata del creato”, che si pone in una prospettiva di chiara difesa dell’ambiente con l’obiettivo non di fare sterile denuncia, nè di usare l’ambiente per il confronto politico, ma di raggiungere risultati concreti e risolutivi nell’interesse dell’ambiente e dell’uomo, nella misura del possibile. In questo campo ormai sono molti, fortunatamente, che hanno un impegno attivo, e costoro si trovano in varie aree culturali, religiose e politiche. Con la “Giornata del creato” i cristiani cercano di portare un loro contributo originale che si fonda sul rispetto, sull’uso appropriato di scienza e tecnica, sulla volontà di trovare soluzioni reali. Il loro è lo sguardo di chi è consapevole che Dio ha affidato all’uomo il creato non per distruggerlo ma per custodirlo e conservarlo per le infinite generazioni future. L’atteggiamento è quello conviviale e fraterno di San Francesco d’Assisi, espresso nel Cantico delle creature, “Laudato sii, o mi Signore”.

GianCarlo e Valentino

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