Ponte Nossa, 29 Novembre 2007

Cercare e lasciarsi cercare

Due bambini stanno giocando a nascondino. Federico si nasconde, Riccardo deve cercarlo. Federico attende. Ma non succede nulla. Stanco dell’attesa esce dal suo nascondiglio e si accorge che Riccardo se ne è andato. Scoppia in pianto e va a dire al nonno: «Riccardo non mi ha cercato!». Il nonno risponde: «Anche Dio dice così e piange perché non lo cerchiamo».

Non piange, comunque, per tutti il Signore, perché ci sono ancora molti che hanno la nostalgia di lui. Molti che lo cercano e si lasciano da lui cercare.

Lo cercano soprattutto i poveri. Per aiutarli nella ricerca, mi hanno chiamato nel Senegal: lì passerò tutto l’avvento con un gruppo di preti e di docenti, per aggiornali sulla morale e preparali al Natale. Condivido con voi le quattro immagini che esporrò loro quale stimolo a rinascere con Cristo: un trono vuoto, un desiderio, una giornata di digiuno e una notte in preghiera.

Il trono è simbolo della presenza del re. Ma il trono è vuoto, il Re non c’è ancora. Non lo vediamo. L’avvento è il tempo dell’attesa di qualcuno che deve venire, qualcuno che ci chiamerà, qualcuno che ci ha fatto una promessa. È il tempo della speranza di una donna che attende un bambino. È il tempo della progressiva incarnazione: Cristo diventa sempre più presente nella nostra vita. Si fa uomo per farci Dio. Viene a cercarci!

Potresti caratterizzare questi giorni di preparazione al Natale, ponendo nella tua camera una bella sedia, vuota. Se su questa sedia si siederà un «povero» (povero di soldi , d’affetto o di fede), potrai celebrare il Natale. Se la sedia rimane vuota, tornerà Cristo a nascere per te?

Un desiderio. Il paradiso non sarà altro che il nostro desiderio reso eterno. È opportuno chiederci durante questo tempo forte dell’avvento se noi siamo persone del desiderio. C‘è in noi la voglia di un incontro? C‘è l’urgenza d’amare? A che cosa aspira il nostro cuore? Quali i nostri sogni?

Cristo nasce, la sedia è occupata, se tu sei l’uomo del desiderio, della volontà d’accostarti ad una persona per riscattarla dalla sua noia e da una vita insignificante, dicendole: «Ti voglio bene. Desidero che tu sia felice, credendo, sognando e trovando qualcuno d’amare». Tu sei tanto grande quanto i tuoi desideri. E tra i desideri, uno dei più nobili, è accostarti ad una persona dandole una ragione per vivere.

Un giorno di digiuno. Il digiuno che io farò in Senegal non sarà tanto una scelta, quanto una necessità…

Prova a trascorrere una giornata a digiunare in favore di una persona. Mentre senti gli stimoli della fame, offri la sofferenza per lei. Pensa a lei, a ciò di cui ha più bisogno, a ciò che tu potresti fare per aiutarla concretamente. Questa scelta in sé è già preghiera; coinvolge tutto il tuo corpo, mentre supplichi Dio per l’altrui felicità. Coinvolge il tuo spirito, mentre pensi ai quaranta bambini che ogni minuto muoiono di fame. E questo metterti al servizio dell’altro con il tuo corpo, con tutto te stesso, farà bene a te, prima ancora che agli altri.

Una notte in preghiera. La veglia è un evento carico di senso. Il potere evocativo della notte che sfocia nell’alba, in quella tenue lama di luce che fa rinascere alla speranza. Avvolto nell’oscurità, la tua preghiera sveglia l’aurora. Le cose dette di notte hanno una valenza particolare e preparano ad un incontro. Dice il Salmista: «Dal sorgere del sole al suo tramonto, sia lodato il nome del Signore». Ma se non vedo l’alba, come potrò lodarlo?

Aspetta il sorgere del sole. Vedrai che bello quando la prima luce darà un colore e un volto alle cose! Comprenderai allora che ha un senso celebrare il Natale durante la notte: Cristo verrà a dissipare le tue tenebre, a ridarti il gusto di vivere, seduto sul trono, nella tua stanza, tenendoti per mano e parlandoti come un amico parla all’amico. Sperimenterai la gioia di cercarlo e di lasciarti cercare.

Valentino

Commenti

  1. Andrea
    dic 4, 14:31 #

    Ciao Don Valentino, sono Andrea, ci siamo conosciuti al campo a Castel Cavallino ad Urbino. Di quello che hai scritto mi ha colpito in particolare il discorso sulla veglia, e così pensando ho immaginato se la Santa Messa di Natale venisse fatta più tardi della mezzanotte per coincidere con il sorgere del sole; sarebbe forse tutta un'altra atmosfera, forse più carica di significato. Un salutone ciao ciao

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