«E allora... l'amerò più di prima»

Mi dava spesso fastidio, oltre al fatto di non capire, l’immagine del Dio presentato nell’Antico Testamento: un Dio giustiziere che fa pagare i peccati dei genitori ai figli, fino alla terza e quarta generazione. Per non parlare poi del peccato originale: quante conseguenze negative su tutta l’umanità! Quante volte è stata espiata quella maledetta trasgressione?

Il peccato di Davide adultero, imbroglione e omicida pesa sul figlio illegittimo che muore bambino e sul figlio Assalonne che è trafitto in guerra. E quando il “santo re Davide” pecca d’orgoglio, facendo il censimento del suo popolo, settantamila persone muoiono di peste. A parte il numero simbolico, quali sentimenti può provare e quale opinione si può fare un lettore contemporaneo di fronte a questi inauditi castighi?

Eppure è chiaro il messaggio: il Signore vuole farci capire l’assurdità e l’incommensurabilità di ogni peccato, le cui conseguenze sono fatte pagare innanzitutto ai nostri familiari e poi, di riflesso, a tutta la comunità.

Ma quel Dio estremamente avverso al peccato è ineffabilmente buono, clemente e misericordioso nei confronti di chi pecca. Sempre disposto al perdono, fa festa in Cielo quando a lui leviamo gli occhi e ripetiamo assieme a Davide: «Pietà di me, o Dio, nel tuo amore, nella tua misericordia cancella il mio peccato. Crea in me un cuore puro. Non distogliere da me il tuo sguardo». E a chi, perdonato, perdona se stesso, concede la grazia di trasformare la colpa in una benedizione: purificato, il peccatore diventa santo e ama più di prima.

Nel giro di un anno, l’assoluzione di tre adultéri mi ha permesso di entrare nel cuore del mistero dell’iniquità, convertito nel capolavoro della grazia. Tre mariti che perdonano l’infedeltà della loro moglie e, lungi dall’esigere riparazione, chiedono solo amore: un supplemento d’amore, un ritorno all’amore, come nei giorni del primo innamoramento.

E quale commozione sentirmi dire, da tutti e tre, che l’incontro con me ha salvato il loro matrimonio, in quanto il Signore si è servito di me per evitare che la crisi si trasformasse in disastro! Crisi che, affrontata in tempo, diventa un’opportunità, mentre se è trascinata nell’ambiguità e nella menzogna trasforma l’amore in odio. Odio tanto più feroce, quanto più tenero e affascinate era stato l’iniziale innamoramento.

Un’assoluzione impartita passeggiando su una spiaggia battuta dal vento, con il mare che sembrava urlare la sua rabbia sotto un cupo cielo e, mentre alzavo la mano benedicente, uno squarcio d’azzurro e un rosso sole al tramonto dava la sensazione della festa che Dio faceva in Cielo, per la peccatrice pentita.

Un’altra assoluzione nella corsia di un ospedale, là dove l’uomo di Dio si sentì come Cristo al Giordano, venuto a prendere su di sé i peccati del mondo e a garantire: «Fosse il tuo peccato grande come una montagna, lo renderei una pianura. Fossero i tuoi peccati più numerosi della sabbia del mare, io li dimenticherei tutti».

E la terza assoluzione… Ineffabile! Passeggiando nei campi aperti alla seminagione, coronati – in lontananza – da una trionfale catena di monti, mentre respiravo un’aria imbalsamata dai piccolissimi fiori primaverili, mi sentivo Dio nel concedere il perdono. Tale situazione di peccato era nata con il desiderio di aiutare una persona che, in un momento di difficoltà, si era aggrappata a un’altra con il rischio di farla affogare. A debita distanza il marito ci seguiva, senz’altro pregando. E appena data l’assoluzione, eccolo correre verso la moglie, baciarla teneramente e sollevarla in alto, verso quel Cielo dove il Padre fa festa.

Lacrime di gioia rigavano il mio volto, mentre riandavo al brano biblico di Ezechiele (16), il più bel canto all’Illogico per amore, all’Amante di tutti gli amanti: Dio.

Una bambina – simbolo di Israele, dell’umanità e di ciascuno di noi – è abbandonata nuda ai margini del deserto, ancora palpitante nel suo sangue, senza che le sia reciso il cordone ombelicale. Passa Dio. Si commuove. Lava il piccolo corpo e lo unge d’aromi. Le pone accanto tutto ciò che le serve per crescere. Ed ella cresce in stupenda bellezza.

Ritorna Dio a passare ai margini del deserto, quando per lei è l’età dei primi amori. Ed ella è ancora nuda. Il Signore la copre con il suo mantello e la riveste di gioielli. Gioielli venduti per avere soldi onde invitare immondi amanti a placare le loro indomite voglie.

Dio perde la pazienza e grida: «Ti umilierò. Ti svergognerò davanti a tutti. Ti farò ingelosire amando tua sorella. Ti butterò in carcere. Ti scaraventerò nel deserto e allora…».

Quando Dio accenna al deserto, si ricorda che quello è il luogo in cui ha fatto l’amore con il suo popolo. È il luogo della Parola (Dabar = parola; midbar = deserto). È il luogo dell’illogico amore. “Inciampa”, Dio, nella parola “deserto” e il suo cuore ha un sussulto, che lo porta a concludere la frase: «…e allora, ti amerò più di prima».

L’amico che perdona l’adulterio, l’infedeltà, il tradimento fisico o morale, si divinizza: si mette nella situazione di redimere il peccato, e concede a se stesso il privilegio di sperimentare quello che la Chiesa canta la notte del sabato santo: «Oh, felice colpa, che meritò di avere un così grande Salvatore!». Il privilegio di poter amare più di prima, perché perdonare è creare una seconda volta. Anzi, il perdono è più grande della creazione stessa. Perdonando diventiamo Dio.

Valentino

Commenti

  1. Paolo
    mar 11, 22:50 #

    Sono peccatore.
    Prima ero sempre peccatore ma mi illudevo che con i miei sforzi avrei raggiunto la terra del non peccato.
    Sono peccatore, grande, e bisognoso di continuo perdono: adultero a parole, pensieri, sogni, non in azione diretta. Sono peccatore bisognoso di sempre più urgente perdono. Sono peccatore, come poter giudicare il prossimo, non lo posso fare, riconosco in loro il mio peccato, il mio stato e incomincio a non giudicare , a capire, a aver voglia di accettare di non giudicare.

  2. silvia
    mar 13, 03:30 #

    Non è confortante questa pagina.
    Mi dispiace don Valentino, non sono, non voglio essere d’accordo.

    “il Signore vuole farci capire l’assurdità e l’incommensurabilità di ogni peccato, le cui conseguenze sono fatte pagare innanzitutto ai nostri familiari e poi, di riflesso, a tutta la comunità.”

    So che anche ogni mio peccato è assurdo e incommensurabile. So – spero – che Dio non ne faccia “pagare” le conseguenze a nessuno.
    So che il peccato non fa mai male solo al peccatore ma a tutta la famiglia umana. Ugualmente, non credo che Dio lo faccia pagare.
    I miei familiari sono in perenne sofferenza.
    So che io sono peccatrice.
    Devo pensare che loro paghino i miei peccati?
    Io spero nella misericordia di Dio. Spero che Lui perdoni il mio peccato e salvi i miei familiari e non solo.

    Inoltre, c’è un’altra cosa che mi dispiace.
    Hai avuto, nel giro di un anno, la consolazione di assolvere tre adultèri.
    E – sarà un caso? – i santi che hanno perdonato, sono tre uomini.
    Peccatrici, sempre le donne.

    Non sono mai stata una femminista, non condivido le istanze di quel movimento.
    Ma non sarai tu, inconsapevolmente, un maschilista?
    E spero che anche Dio non sia, alla fine, un po’ maschilista. Visto il racconto citato di Ezechiele.
    D’accordo, la donna traditrice è simbolo di Israele, ma è comunque una donna…
    L’adultera del Vangelo, è una donna…
    Eva, la prima traditrice, è sempre una donna…
    Il peccato dell’uomo passa attraverso il peccato della donna.
    E la donna è stata creata perchè “non è bene che l’uomo sia solo”.

    Donna. Donna. Donna.
    Certo, Maria è la Madre, di Dio.
    E’ la piena di grazia.

    Insomma, oggi è un giorno nero.Più nero del solito.
    E stanotte, il tuo Diario, non mi aiuta.
    Spero che mi aiuti la tua preghiera.
    Che Dio sia veramente Misericordia infinita.

  3. Ermanno
    mar 15, 14:23 #

    Il titolo di questa pagina mi ricorda immediatamente l’infinita Misericordia di Dio, mi ricorda quanto sono fragile e peccatore, mi ricorda che mai devo scoraggiarmi quando cado nel peccato, ma sinceramente pentirmi e riconciliarmi con Dio.

    Quanto siete preziosi Voi Sacerdoti, non lo capiremo mai abbastanza, scelti singolarmante da Gesù, chiamati ad una missione, anche quella di perdonare i paccati , proprio come ha fatto Gesù.

    Quando sento critiche senza senso nei Vostri confronti, nella società attuale, mi dispiace, e se ce ne fossero i motivi, bisognerebbe pregare per Voi, come ci dice insistentemente la Madonna a Medjugorje, “Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui”

    Questa pagina mi sussurra ancora una volta che il Perdono di Dio è più grande del peccato, lo schiaccia.

    Qualsiasi “punizione” se così si può definire, che Dio manda, la vedo più come un ammonimento a fini d’Amore che una vera e propria punizione.

    Mi interrogo su questo su alcune mie problematiche, ma non so darmi una risposta, sarà “punizione” o sarà grazia?
    Non trovo la risposta, ma ho fiducia che comunque sia Lui c’è!

    Grazie Don Valentino per compiere ciò che Dio Ti chiede di fare, e grazie per la Tua testimonianza.

  4. chiara
    mar 22, 13:19 #

    Ezechiele 16…è un brano inciso nel mio cuore.. È secondo me, accanto al cantico dei cantici, uno dei più bei brani della bibbia. Quanto Amore ha Dio nei nostri confronti! Mi metto nei panni di questa ragazza, quante volte ho peccato, sono peccatrice. Sono giovane, ho vent’anni, ma ogni volta che leggo, ogni volta che sento questo brano mi sento vecchia, orrenda. Perché cerco di nascondere i miei peccati, ma dimentico che di fronte a Dio sono nuda, sono peccatrice. E nonostante tutto Lui mi ama, e mi amerà più di prima! Devo imparare a perdonarmi, per perdonare. Sto vivendo un momento di crisi. Cerco di viverla come opportunità, di crescere e tornare a splendere nella meraviglia dell’Amore, a vivere il Tempo dell’Amore… Non voglio rimproverare a me stessa di non aver amato abbastanza, di aver rubato dei giorni a Dio per non aver sorriso. Non mi lascio rubare l’esistenza e invecchiare prima del tempo. Voglio vivere solo il tempo dell’amore, e incontrare sempre quel meraviglioso Dio che è li si a sgridarmi, perché devo riconoscere il mio errore, ma è pronto ad amarmi. Mi dona il privilegio di tornare ad amare, di perdonare, e di ricordarmi che non sono il mio peccato, in me c’è Dio.

  5. Mary
    mar 27, 01:06 #

    … qualcuno ha scritto prima che non è d’accordo… forse è facile non essere d’accordo quando si è cercato di vivere una vita irreprensibile o, quantomeno, quando si è cercato sempre e solo il Bene agli occhi di Dio, ma la vita è fatta anche di prove e se non ci fosse quel meraviglioso quanto Misericordioso Padre, pronto ad abbracciarci ancora e sempre, quanti di noi non potrebbero più considerarsi degni Suoi Figli? Io, invece, la ringrazio per questo scritto che mette in evidenza l’AMORE, il PERDONO… perchè a me è successo di non riuscire più a sentire Dio mio Padre, per quasi dieci lunghissimi anni le mie confessioni sono state filtrate con quello che volevo e/o potevo dire e nessun peso andava mai via dal cuore, anzi… ma un pomeriggio di qualche anno fa, per esigenza, perchè dovevo partecipare ad un corso di evangelizzazione e si era invitati ad essere “in Grazia di Dio”, mi sono spinta dentro una chiesa ed ho cercato un confessore davanti a cui ho versato parole e lacrime, sicuramente intrise di tanto dolore ma decisamente liberatorie e, come descrive Don Valentino in quella spiaggia, a me successe lo stesso dentro l’ufficetto piccolo di quel prete… mentre mi “svuotavo” per sempre dei miei peccati, dalla porta a vetri entrò un luminosissimo raggio di SOLE che arrivò addosso a me ed invase la stanza… allora le mie lacrime si miscelarono ad un sorriso e dissi al prete: “ecco, questo è il SOLE che le dicevo prima, la luce che avevo e che ho perso… una LUCE che viene da Dio e invade l’anima…” ed in quel raggio di sole, MAI dimenticato, ho visto il Segno di Dio per me… ho visto il Suo abbraccio di Padre, Buono, Misericordioso, Felice del mio RITORNO A CASA…!!! E così è sempre, quando il cuore di un peccatore ritorna a Lui, pertanto GRAZIE per questo articolo, perchè c’è bisogno ANCHE di sapere e credere che dopo il buio può esserci ancora e sempre la LUCE…!!!

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