“Ama coi fatti e nella verità”

Ogni amore nasce dal cuore di Dio, prima di abitare nel nostro cuore. Amore: realtà così affascinate e divina che di essa può balbettare qualche cosa chi è poeta o innamorato. Ogni tanto, qualche cosa può intuire anche il teologo…
Da quando ho scritto l’articolo sull’amico che perdona il tradimento della moglie e accetta il figlio non suo (”Alla ricerca di esperienze belle”), altri amici si sono fatti avanti per parlarmi delle loro difficoltà nel rapporto di coppia. Innanzitutto mi commuovono le loro confidenze: con loro gioisco quando nell’amore sperimentano di essere nati da Dio. Con loro soffro, quando l’amore è ferito, anche se nel loro dolore intuisco sempre qualche cosa di grande. Vedo il divino anche se impolverato. Vedo barlumi di provvidenza, perché anche il fango brilla alla luce del sole. Vedo le crisi come opportunità.
C’è un denominatore comune alla base di tanti amori feriti: la paura.
Paura di perdere la persona amata. Paura di non riuscire ad affrontare la vita. Paura del tradimento.
Attingendo alla prima lettera di San Giovanni, il credente risponde che “l’amore scaccia ogni paura” (1 Gv 3,18) perché “Chi ama è generato da Dio” (1 Gv 4, 7-11) e perché “tutto vince l’amore”.
Paura del tradimento? Si tradisce in molti modi: con il pensiero; con una vita in cui si danno troppe cose per scontate; con silenzi di tomba; con piccoli sotterfugi che poi sfociano in grandi menzogne; con il logorio di giorni vuoti, insignificanti e vani; con uno stile di vita in cui il divino non è esplicitato, né è palpabile. Ma di fronte a ogni tradimento c’è il perdono da concedere a se stessi e al proprio partner, non fosse altro perché siamo tutti “adulteri”: troppe volte mettiamo Dio al secondo posto, come spesso vado ripetendo e come ci fa capire anche S. Giovanni, là dove dice che siamo bugiardi, se non ammettiamo il nostro peccato (Cfr. 1 Gv 5,10).
Ed è ancora lo stesso Apostolo che ci obbliga ad analizzarci seriamente, per comprendere se stiamo amando con i fatti e nella verità. L‘amore senza verità, infatti, è vuoto, ingannatore e impoverisce la persona amata, mentre la verità detta senza amore può essere crudele e distruttiva.
Quali sono i criteri per capire se stiamo amando autenticamente? Il Discepolo che Gesù amava ce li fa intravvedere nei suoi scritti :
È necessario che ci sia Dio tra chi si ama, perché l’amore consiste nell’essere in Dio: “Dio è amore, chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,16).
Fondamentale è il sentirsi amati da Dio che ha preso un corpo umano, per amare con il nostro corpo. Noi siamo il corpo di quel Dio che allarga gli orizzonti della nostra speranza e ci rende partecipi “di quella vittoria che vince il mondo, la nostra fede” (1Gv 5,4).
Quando in noi alberga quell’Amore che è lo Spirito Santo, tutto si ridimensiona, tutto prende un volto, tutto diventa provvidenza. Non a caso, anche San Paolo segue le orme di San Giovanni nell’invitarci a mettere Dio al primo posto, arrivando perfino a dire: “Voi che siete sposati, vivete come se non lo foste”, vale a dire: sappiate che il primo, fondamentale matrimonio è con Cristo. Con Lui tutto prende un significato, “tutto diventa grazia”.
È importante avere un maestro di vita, una persona che ti conosce, ti ama, ti permette di rivelare quanto più ti sta a cuore, ti permette di sfogarti, ti fa vedere la crisi come opportunità di “rimettere a fuoco” la tua vita, di cambiare, di non pretendere che le cose cambino, se tu non cambi te stesso.
Scegliere amici che non siano degli “yesman”, ma voci critiche dei nostri limiti. Persone che si accorgano per tempo che siamo in crisi e facciano come Maria: «Gesù, non hanno vino!», vale a dire: in quella coppia manca la gioia.
Non piangersi addosso, ripetendo monotonamente: «Non ce la faccio senza di lei (o di lui)!» . Avere la grinta della protagonista del film “Via col vento” che, schiacciata da mille difficoltà, ha la forza di ricominciare sempre da capo, immergendosi in ogni alba con determinazione: «Ma oggi è un altro giorno!»:
Un nuovo giorno per amare autenticamente, abbandonandoci allo Spirito Santo, insostituibile forza per credere che tutto è possibile per chi “ama coi fatti e nella verità”.

… E per l’anno nuovo, ecco la mia preghiera e il mio augurio, scomodo ed esigente,
per me e per chi amo: che ci alleniamo ad amare come Cristo ci ha amati.

Commenti

  1. silvia
    gen 2, 02:42 #

    “Gesù…..dopo aver amato i suoi che erano nel mondo,LI AMOSINO ALLA FINE.”(Gv 13,1).

    Caro don Valentino, grazie dell’augurio che ricambio di cuore.
    Non è scomodo. Esigente,si. L’Amore è esigente.

    Hai fatto alcune considerazioni. Non tutte sono così immediatamente chiare.
    Sono relative alle situazioni che hai conosciuto.

    Dici che Dio deve essere al primo posto.
    Non sono mai riuscita ad accettare questa espressione.
    Il “primo”, implica una graduatoria omogenea, prevede un secondo, un terzo…
    Dio è l’UNICO. E’ fuori graduatoria.
    E’ l’ambito in cui tutto viviamo. In cui siamo.
    Lui mai è assente.
    E mai Lo lasciamo.

    Non ho certo la tua vasta competenza ed esperienza.
    Mi conforta peraltro sapere che M.Teresa non lasciava mai il suo Signore, mentre amava immediatamente e personalmente ogni persona di cui si occupava.
    Mi conforta anche l’affermazione della ven.Concepciòn Cabrera de Armida: “ Mai il mio amore per lui – mio marito – pieno di tenerezza, mi ha impedito di amare Dio”.

    E’ un augurio esigente.
    L’Amore è esigente: chiede tutto.
    Accettare la Sua Presenza – Assenza.
    Accettare dolcemente i misteri dolorosi. Insieme a quelli della gioia.

    Perdonare noi stessi quando cadiamo, e in Lui trovare la forza di continuare ad amare.

  2. Riccardo
    gen 4, 16:16 #

    Ho letto il suo intervento Padre …
    è veramente ricco, per questo le confesso che ho bisogno di rileggerlo per riflettere su qualche aspetto in particolare …

    “Paura di perdere la persona amata. Paura di non riuscire ad affrontare la vita. Paura del tradimento.
    Attingendo alla prima lettera di San Giovanni, il credente risponde che “l’amore scaccia ogni paura” (1 Gv 3,18) perché “Chi ama è generato da Dio” (1 Gv 4, 7-11) e perché “tutto vince l’amore”. A queste tue parole, mi è venuto in mente una frase che lessi tempo fa: Perchè Dio si fatto Bambino? per vincere le nostre paure! chi infatti ha paura di un Bambino? ed aggiungo che crescendo quel Bambino è diventato Maestro per i suoi discepoli – e ai discepoli di oggi – capace di mostrare – e di mostrarci oggi – cosa significhi amare, perchè Figlio di Dio …

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