Ponte Nossa, 13 Settembre 2010

Una pausa nell’expo della gioia

Lascio il convento, dove sto conducendo gli esercizi spirituali, per pregare un po’ da solo, inoltrandomi in un bosco. E’ l’ora del tramonto e i raggi del sole filtrano di ramo in ramo creando un ambiente surreale, favorevole al colloquio con il Signore. Medito quanto mio fratello Gian Carlo ha detto alle suore: “I conventi sono degli expo della gioia”.
Mentre cerco di incanalare la mia gioia verso il Signore lodandolo con tutto il creato, il mio canto spaventa due cerbiatti che, dopo avermi regalato un immeritato sguardo, scompaiono fulminei tra gli spessi alberi. “E’ così anche Dio – penso tra di me – ti passa accanto, ti guarda e poi svanisce. Ma quel rapido sguardo cambia tutto nella mia vita”. E vale la pena vivere di quello sguardo.
Quando sto ritornando in convento, incrocio due uomini, rispettivamente con due cani. Per rispetto li saluto. Fingono di non avermi visto. Non hanno rispetto dei miei bianchi capelli.
Li sorpasso e mi ritorna in mente la fisionomia di uno dei due, in cuor mio perdono il mancato saluto.
Il giorno dopo ritorno nello stesso luogo ed ecco l’uomo che avevo riconosciuto è senza il suo amico. Mi saluta cordialmente. Davanti ai suoi due cani non si vergogna di salutare un prete, come se fosse una persona cara.
Il buon senso mi suggerisce di non ricordargli che il giorno prima non aveva risposto al mio saluto. Ma gli mostro freddezza quale esplicito riferimento a deludenti incontri, durante i quali egli cercava motivi per mettermi in difficoltà come uomo di fede. Lui voleva fare qualche cosa per aiutare i popoli impoveriti, ma aveva tutte quelle caratteristiche tipiche degli “pseudo innocenti” che sfruttano la religione per mettersi in mostra o per fare qualche cosa che impedisca loro di morire di noia, nel monotono susseguirsi di giorni uguali a tutti gli altri giorni.
Non mi chiede come sto, ma comincia subito a parlarmi della sua grande passione nel produrre un profumo e m’invita a casa sua per rendermi conto di questo suo nuovo hobby. Non dico nulla, ma la mia faccia è eloquente nel dimostrare il più totale disinteresse. Cambia argomento: mi parla della delusione avuta dalle mie amiche suore nel non favorire un suo progetto a vantaggio dei poveri. Siccome conosco i retroscena di quanto è accaduto, non dico una sola parola. Al che egli aggiunge: “Neanche questo argomento t’interessa?”. Lo fisso con lo stesso sguardo di Cristo – descritto da Marco 10,21 – nei confronti di quel “tale” che voleva seguirlo e sussurro: “Ciò che è meno di Dio non m’interessa”. “A me non interessa Dio – ribadisce – ma il fare”. Dallo sguardo che do ai suoi cani, capisce che provo pietà di lui che riduce il suo fare al portare a passeggio le sue due bestie. E dopo un imbarazzante silenzio, amaramente constata di se stesso: “Così si finisce per incarognirsi in un cane”.
Mentre, triste, ritorno all’expo della gioia, mi interrogo sulla mia reazione. Fu eccessiva e rude? Avrei dovuto essere più indulgente? Poiché tutto l’umano già m’interessa e m’appartiene, è il divino che debbo e voglio cercare. Senza l’Assoluto il mondo è una valle di aride ossa morte, sulla quale non resta altro che piangere. Senza Dio non capisco l’uomo e il senso della vita. Senza Dio non aiuto me stesso e il fratello a sorridere e a sperare. Senza l’Eterno “tutto è vanità, nient’altro che vanità e inutile seguire il vento”.
Vento, Spirito, “Ruah”… Come il profeta Ezechiele sono sfidato da Dio: “Possono rifiorire queste aride ossa?”. Capto la “Ruah”, il Vento e lo Spirito dai quattro angoli della terra, ma mi sento impotente a creare il miracolo. Non sento mormorio di ossa in movimento. Non vedo segni di cambiamento, nonostante il mio aggrapparmi agli anticipi di fiducia e alla profezia autoavverantesi.
Solo mi rimane la convinzione che la qualità della mia preghiera determinerà la qualità della mia vita. Perciò prego. Faccio “violenza” al cielo. Interpello il Padre. E penso al modo come egli, ogni tanto, rompa il suo silenzio: la risposta al grido di S. Francesco che sfidava il muto cielo furono le stigmate.
Mi sforzo di pregare per quell’uomo incontrato con i suoi due cani. Penso alla risposta che gli ho dato. E poiché ritengo che quella persona non sia in grado di capire quel mio disinteresse per ciò che è meno di Dio, sia pure facendomi violenza, l’invito a pranzo la domenica successiva, in convento.
Accetta l’invito, conservando un indebito spirito critico. Mi fa osservare che il pranzo non corrisponde alla povertà da noi predicata e aggiunge: “Se questa è la povertà, chissà com’è la castità!”. Gli faccio osservare che tutti gli antipasti e un po’ di carne sono l’omaggio degli avanzi di un pranzo di nozze; che il supplemento di carne consiste in poche cosce di pollo, per sfamare una settantina di persone; che la pasta è offerta dalla CEE e dalla CARITAS; che lo yogurt , biscotti, dolci – assieme a prodotti di prossima scadenza o già scaduti – sono offerti dal Banco alimentare.
“Così fate crepare prima la gente”, commenta beffardo. Poveretto: ha davanti a se suore che mangiano sempre yogurt scaduti da quindici – venti giorni, e raggiungono la veneranda età di 95, 97, 101 anni…
Ma , come dice Gesù , quando uno ha pregiudizi cambierà forse idea se gli appare uno risuscitato dai morti? E se non capisce le cose della terra, sarà in grado d’ intendere il muto linguaggio dell’expo della gioia? Come potrà credere a chi gli dice: “Ciò che è meno di Dio non m’interessa”?

Valentino

Commenti

  1. Santuzza
    set 13, 14:47 #

    [“E’ così anche Dio – penso tra di me – ti passa accanto, ti guarda e poi svanisce. Ma quel rapido sguardo cambia tutto nella mia vita”. E vale la pena vivere di quello sguardo].
    La penso come te, don Valentino: vale la pena vivere di quello sguardo. Vale la pena vivere di nostalgia di Lui, la cui presenza non basta mai. Vale la pena seguirlo giorno dopo giorno, anche quando la speranza riposta in Lui sembra che ti abbia portato solo ad un vuoto di tutto e di tutti e ad esperimentare una grande impotenza. Sono convinta che questo vuoto e questa impotenza siano la premessa indispensabile per una rinascita personale perché ti rende consapevole che il TUTTO è solo Lui e quello che tu sei e fai è dono suo. Da questa consapevolezza, nasce dentro di te una nuova vita, una nuova consapevolezza. Si diventa capaci di guardare il mondo e i fratelli con occhi nuovi, quelli della fede, della speranza e dell’amore. Respiri il soffio dello Spirito che ogni giorno, insieme a te, fa nuove tutte le cose. Lasciamoci trasformare dallo Spirito d’Amore per essere sempre più conformi a Cristo. Anche Gesù è morto dopo aver donato tutto e, senza aver visto nulla. Ecco, bisogna tuffarsi e rituffarsi in Lui con tutta la fiducia e il desiderio di abbandono che abbiamo nel cuore.

  2. Marco
    set 13, 15:33 #

    Beh, da come la racconti caro Valentino si percepisce tutta la tua amarezza e delusione e gli interrogativi finali a mio modo di vedere la confermano chiaramente.

    Mt 7,6 “Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con i piedi e poi si rivoltino per sbranarvi.”

  3. silvia
    set 16, 00:08 #

    Potrei rispondere a questa pagina del diario.O alla precedente.E’ lo stesso.
    Non so neppure se la mia risposta sia pertinente.Ma le cose lette mi inducono a scrivere come se fosse il “mio” diario…

    Oggi è l’Addolorata, ieri la festa della Croce.
    Per me sono giorni di buio più di sempre. Sono giorni importanti.Importanti.
    Il 14 Settembre, è un “anniversario”, Maria, ne è la mediatrice.
    Non mi sento di dirti altro,solo,
    -come tu ci doni le tue esperienze, la tua preghiera, le speranze, le delusioni, le amarezze e le profondità della Fede,
    -come tu ci confessi “Ciò che è meno di Dio non m’interessa”
    vorrei confidarti che della festa di ieri, il senso è per me contenuto in Giov.16,28: [28]Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre».
    Questo è anche il senso del mio seguirLo, le conseguenze nel vissuto della Fede. Questo, è essere Cristiana, cioè essere Cristo.
    E’ il Mistero dell’Incarnazione, che di Gesù tutto comprende, contiene.
    Il Mistero che contiene ogni altro Suo Mistero. Nascita, Vita, Passione,Morte,Resurrezione…
    Ed è il Mistero che continuamente mi chiama.
    Ci chiama?
    Il SI che devo continuamente ripetere.
    Devo Accettare e Offrire,
    vivere Amore e Unione….
    ORA, non vedo e non so nulla.
    Voglio e devo essere Fedele.
    La Croce, è Gloria perchè ripropone in modo invincibile il Dono nel momento stesso in cui viene rifiutato.
    Questa è anche la mia, la nostra Vocazione .

    La mia preghiera, è ORA solo questa:

    “Nel tino ho pigiato da solo

    Guardai:nessuno aiutava;
    osservai stupito:nessuno mi sosteneva”(Is 63,3;5)

    Ciao. Prega per noi, quando puoi.
    Si prega anche “per..”.

    “…prego. Faccio “violenza” al cielo. Interpello il Padre.”

    Lui, quando vuole, rompe il Suo silenzio.Le stigmate che dona, sono sempre diverse…

  4. Rita
    set 17, 11:45 #

    la penso come te Don Valentino,ma non riesco a dire,ciò che non è Dio non mi interessa,perchè Dio è in tutti,anche in quelli che per pregiudizio non lo riconoscono.io ne conosco tanti anche a me molto vicini,che la pensano così ma che poi si comportano mettendo in atto l’energia vitale che viene solo da Dio.e’ difficile ma non dobbiamo lasciare sole queste persone ma invitarle come tu hai fatto.grazie sempre per i tuoi pensieri che condividi con noi.Rita

  5. Anna
    set 17, 16:05 #

    “Ciò che è meno di Dio non m’interessa”… è una frase con un impatto fortissimo, che spiazza all’istante e fa riflettere poi.
    E certe persone hanno bisogno di essere spiazzate, hanno bisogno di chi, come te, prima le ammonisce e poi lascia che il silenzio parli piu’ delle sue parole. Non l’hai abbandonato, umiliato o offeso: al contrario, gli hai fatto un dono gettando in lui un seme che poteva fiorire. Hai fatto bene a invitarlo a pranzo, ma purtroppo hai constatato che quel seme non era stato annaffiato, e non aveva portato frutto. Tu mi hai sempre detto di non stancarmi mai di seminare, perchè apparentemente puo’ sembrare che nulla cresca, ma prima o poi un seme finirà su un terreno fertile, e guardandolo dirai: “Guai a me se non avessi coltivato, se avessi avuto la presunzione di credere che da qui nulla poteva crescere”. Il seme l’hai gettato, ora continua a pregare per lui ma semina oltre, senza la tristezza del contadino a cui il sole ha seccato il raccolto, ma con la consapevolezza Cristiana che laddove noi non possiamo arrivare, Lui arriverà.
    Un abbraccio

  6. Silvia
    set 18, 01:30 #

    “Ciò che è meno di Dio non m’interessa”.
    Dopo averla letta, questa affermazione mi insegue…
    Che cosa, o chi, della vita che continuamente viviamo accettendola continuamente dalle Sue mani, è “meno di Dio”?
    Ho bisogno ardente di momenti di contemplazione ma subito Lui mi dice che Lui è in tutto e tutto è in Lui.
    Amare – vivere – Lui in tutto e tutto in Lui..
    Oggi – anche se è passata la mezzanotte – è ancora il 17 settembre. Il giorno delle Stigmate di S.Francesco.
    Il “segno”, la conferma del dono di partecipazione a Lui, a Gesù.

    Quante “stigmate” nascoste,silenziose,Lui ci dona?
    Anche tu le soffri.E le ami.Le stringi a te.

    Tu dici:

    Poiché tutto l’umano già m’interessa e m’appartiene, è il divino che debbo e voglio cercare.

    Mentre ti occupi, ti interessi di tutto l’umano,ti interessi, ami e contempli Dio.
    Nel rifiuto, nell’incomprensione del povero che non capisce, nella critica, nel commento beffardo….ti viene dato da amare qualcosa che “non è meno di Dio”.

    Forse don Valentino, comprendi che parlo per me, in realtà.
    Per trovare nel tuo diario la luce e la forza che aspetto da Lui.
    Per avere la “conferma” che Francesco chiedeva e ha ricevuto.

    Distaccato da tutto perchè ti interessa Lui, ma profondamente coinvolto nel tutto. Come Gesù.
    Lo sai e lo sperimenti.
    E lo predichi…
    Perchè lo vivi e lo trasmetti.
    Grazie.

  7. chiara
    set 19, 00:30 #

    ciao vale!!
    in questi giorni ho vissuto una profonda crisi…come dici te la crisi è opportunità :)
    ed è vero…
    un pomeriggio mentre piangevo su di me, sui tanti problemi che mi assalivano, ha suonato alla porta di casa mia un giovane che veniva dalla costa d’avorio. siamo abituati a dar loro qualcosa, ma questo insisteva perchè andassimo a comprare anche un solo paio di calze, così poi lui poteva comprare roba nuova. e così siamo scesi e io ne ho approffitato per parlare con lui, e per farmi raccontare anche un raggio di sole della sua vita. mi parlava ridendo e senza vergogna. pensavo ai tuoi racconti sui tramonti africani e sulla forza che ha la gente del posto, e in quel mio ripensare ai momenti più belli ad un certo punto lui mi ha fatto tornare a terra. gli abbiamo offerto da bere e qualcosa da mangiare. l’acqua l’ha accettata, il mangiare no, perchè “se mangio poi devo andare in bagno, e dove potrei farla stando in giro? chi vorrebbe una persona come me in casa?”. mi sono sentita morire. queste parole sono scolpite nel mio cuore come macigno, e nonostante le cattiverie che subiva, rideva e sorrideva. cantava lungo la via. ho pianto tutto il giorno, e pensavo e ripensavo a come mi comporto io con le persone. a quanto stupida sono a piangermi addosso per cavolate, senza pensare a chi sta peggio di me…e poi lo spirito santo opera sempre su chiunque di noi…vado su internet, vedo il tuo sito, e riaccendi in me i ricordi di quest’estate nell’expo della gioia :) guardo la posta elettronica, e vedo li una e-mail di una mia prof delle superiori che mi dice “cercavo una frase di conforto sulla Bibbia per farti coraggio in questo momento, e l’unica cosa che ho trovato aprendo la Bibbia è il capitolo 16 di ezechiele, non so se ti potrà servire, ma qualcosa mi dice che per te è importante” …e sono tornata a sorridere…e davanti a quei 36 ragazzi che devo condurre alla cresima, mi sono sentita solo di ripetere a loro quel capitolo, e raccontare la storia di quel ragazzo della costa d’avorio…e raccontare come lo spirito santo ci sia vicino…
    valentino…lo sai…non sei mai solo… e lo sai meglio di chiunque altro… noi qui in occidente, in europa, siamo poveri, anzi soffriamo di una miseria spirituale nel nostro cuore, mentre in Africa c‘è la miseria materiale… però quello che scrivi serve al nostro cuore per germogliare e per dare una parola di conforto :) a me serve sempre..
    ti voglio bene e grazie :)

  8. Matteo
    set 26, 19:27 #

    [Ma , come dice Gesù , quando uno ha pregiudizi cambierà forse idea se gli appare uno risuscitato dai morti? E se non capisce le cose della terra, sarà in grado d’ intendere il muto linguaggio dell’expo della gioia? Come potrà credere a chi gli dice: “Ciò che è meno di Dio non m’interessa”?]
    Soprattutto su quest’ultima frase mi soffermo!
    Come potrà credere a ciò?
    Ecco tu hai seminato un seme ma solo il tempo potrà farlo germogliare e portare frutto!
    Ecco quella che potrebbe sembrare una semplice frase buttata lì proprio perchè detta da un prete!
    Ma alla fine quella frase rimane impressa e ci si comincia a pensare sempre e comunque in ogni luogo e alla fine susciterà in queste persone quella NOSTALGIA DI DIO che c‘è in ogni persona e che con una semplice frase o con un semplice gesto si scatena in un uragano che sconvolge la nostra vita!
    Ed è proprio in questo momento che bisogna essere vicino a questa gente perchè dopo aver provato Nostalgia verso Cristo bisogna frgli fare ESPERIENZA DI DIO che in questi giorni e una cosa molto difficile ma per niente impossibile! Proprio in questi giorni sono rimasto colpito da ciò che mi ha detto un persona con cui ho discusso per molto tempo dell’esesitenza di quel Dio che mi permette di vivere con gioia e alla fine di questo “dibattito” mi dice che con le mie parole ho mosso qualcosa dentro di lui vuole che gli dia le mie informazioni per potermi contattare se ha bisogno di una parola di conforto o di parlare di quel Dio che fino ad allora lui non aveva capito!
    Ecco quindi che bisogna insistere anche fino allo svenimento ma ne sarà valsa la fatica perchè dentro di noi rimane sempre qualcosa che ci sconvolge e che ci fà capire che da soli non siamo null’altro che macchine incapaci di provare sentimenti basta solo imparare a non aver paura di testimoniare la nostra fede!

Cosa ne pensi?

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