Ponte Nossa, 29 Maggio 2010

E il mandorlo fiorì

Tra le interviste radiotelevisive che questa mattina mi sono state fatte da Telechiara e dal Messaggero di Padova  – interviste a sorpresa, senza anticipare gli argomenti, affinché tutto comunichi  un senso d’ immediatezza e di spontaneità – quelle che più mi hanno sorpreso riguardavano lo Spirito Santo e Maria Vergine. Arrivando a casa, questa notte, leggo due e-mail che si riferiscono alla riflessione: “Lo Spirito Santo? E’ l’amico di padre Valentino”.
 
Copio e incollo. Un’amica dalla Spagna: “Bellissimo, questo articolo. Niente da aggiungere, …. beh, no, sbaglio: forse un euro, per aver dato una definizione cosí bella e cosí REALE anche a noi!”.  E un amico (incontrato  trentacinque anni fa in Nigeria)  che mette la mia riflessione sul suo sito: “L’ho letta per intero e pubblicata. Veramente bella! Però io ‘sto Spirito Santo, cosa cavolo sia, continuo a non capirlo. Sono nato dannato e morirò dannato. O dammorirò”.
 
Senza avere la pretesa di salvare qualcuno –compito riservato a Colui che siede nell’alto – ma grato all’amico che ha il coraggio di esprimere il suo timore di “dammorire”, provo ancora a parlare dello Spirito Santo, sperando di non sentirmi dire quanto fu costretto ad udire S. Paolo: “Su questo argomento ti ascolteremo un’altra volta”.
 
Dopo la Pentecoste la Chiesa celebra la festa della SS. Trinità, invocando lo Spirito Santo perché aiuti i fedeli a capire qualche cosa dell’intimo Mistero che lega le tre persone della Trinità beata e ad essere introdotti nell’intimità di Dio, l’Amante, l’Amato , l’Amore. Un Dio che non può essere solitudine infinita, ma continua, progressiva e affascinate comunione di vita, di luce e di amore.   “Vita intellettual piena d’amore”(Dante). “Luce, ombra di Dio”( Einstein). Amore, nel quale “viviamo, ci moviamo e siamo” (S.Paolo).
 
Vita, luce e amore, tre volti dell’invisibile Dio che noi non avremmo conosciuto se Gesù non ce lo avesse rivelato sotto l’aspetto a noi più consono: l’amore. E’ S.Giovanni che ci rassicura: “Dio è amore” (1 Gv 4, 8.16) e “noi abbiamo riconosciuto l’amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto”.
 
E se Dio è amore, lo si può conoscere solo per connaturalità: l’amore scopre l’amore.  Impresa difficile? No, secondo S. Agostino: “Ama e capirai”.
 
Oltre all’amore, per capire qualche cosa del Mistero, abbiamo a nostra disposizione l’universo. “Universo”, parola emblematica, che esprime la convergenza del tutto verso l’Uno. Cielo, galassie,  terra , filo d’erba …  tutto parla del Dio Trino e Uno.

“Dissi al mandorlo: Fratello, parlami di Dio…E il mandorlo fiorì” (Nikos Kazantzakis).
“Dagli spazi interstellari fino alle particelle microscopiche,
tutto ciò che esiste rimanda ad un Essere che si comunica 
nella molteplicità e varietà degli elementi, come in un’immensa sinfonia.
Tutti gli esseri sono ordinati secondo un dinamismo armonico 
che possiamo analogicamente chiamare “amore”.
Ma solo nella persona umana, libera e ragionevole, 
questo dinamismo diventa spirituale, diventa amore responsabile,
come risposta a Dio e al prossimo in un dono sincero di sé.
In questo amore l’essere umano trova la sua verità e la sua felicità” (Benedetto XVI).

Chi contempla il mandorlo, chi cerca  nei lineamenti del fratello il volto di Cristo, chi a Lui s’affida totalmente in un rapporto di abbandono e di amicizia intuisce che Dio deve essere Trinità  e, che in questa circolazione d’amore, un posto fondamentale è occupato dallo Spirito Santo. Affascinate mistero che è impossibile percepire intellettualmente, mentre è possibile farne esperienza, grazie ai doni che offre, secondo quanto ci dice S.Paolo: “Il frutto dello Spirito  è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”.

“Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, Cristo resta nel passato, il Vangelo è una lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità un potere, la missione una propaganda, il culto un ricordo, e l’agire cristiano una morale di schiavi” (Patriarca Atenagora I).
“Una delle regole fondamentali per il discernimento degli spiriti potrebbe essere dunque la seguente: dove manca la gioia, dove l’umorismo muore, qui non c‘è nemmeno lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo. E viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è profondamente sereno, chi ha sofferto senza per questo perdere la gioia, costui non è lontano dal Dio del Vangelo, dallo Spirito di Dio, che è lo Spirito della gioia eterna” (Benedetto XVI).
Lo Spirito in ebraico è un termine femminile: “ruah”. Meno male che c’è un elemento femminile nella Trinità! Ciò potrebbe permetterci di farci intravvedere un’analogia  tra il Mistero e la realtà della nostra famiglia, comunità di vita, di mutuo aiuto, di dinamico amore. La famiglia umana, la nostra, e quella famiglia che è la Chiesa. Realtà quest’ultima discutibile per quanti faticano a credere, ma che amo perché mi dà Cristo, mi rigenera a vita nuova e mi dona quel capolavoro che è Maria, nel cui cuore  “umile e pieno di fede Dio si è preparato una degna dimora, per portare a compimento il mistero della salvezza. L’Amore divino ha trovato in Lei corrispondenza perfetta e nel suo grembo il Figlio Unigenito si è fatto uomo” (Ratzinger).
Di Lei parlerò in seguito. Ora a Lei chiedo di essere presente nella nostra vita,  così come era viva e operante nel Cenacolo, in attesa che lo Spirito Santo inebriasse i credenti con il vino nuovo dei tempi nuovi, quelli dello Spirito appunto. È Lui che fa fiorire il mandorlo.

Valentino

Commenti

  1. Fabrizio Martelli
    giu 1, 21:59 #

    Come esprimere le realtà dello Spirito? Non esistono dimostrazioni o spiegazioni esaurienti, esiste una via privilegiata che è la vita nello Spirito Santo. Fai fiorire la tua vita pregando e amando, come il mandorlo che a primavera anticipa tutti con i suoi fiori, e la tua vita narrerà lo Spirito di Dio. Anche Cristo più che parlare di Dio ha narrato Dio con la sua vita, con il suo amore fino alla fine. Mi viene anche in mente un aforisma di Lanza del Vasto: “A colui che dimostrava non esistere il moto dissertando sulle contraddizioni che tal concetto implica, il saggio rispose senza parole: camminando”. In modo simile è per lo spirito. Ancora riprendendo Lanza del Vasto. “I troppo intelligenti ti dimostreranno tutti che Dio e il suo Spirito non esistono. E tu non rispondere loro, ma va’ a pregare”. Lo Spirito Santo si narra solo con la preghiera e con la vita.

  2. Silvia
    giu 5, 15:31 #

    Speravo che altri dicesse qualcosa…
    Domani, festa del “Corpus Domini”.
    Non so se dico bene, per me è la Festa dell’Eucaristia.
    In questo dono, comprendo, intuisco il mistero della SS.ma Trinità.
    Sperimento e conosco personalmente lo Spirito Santo.
    Spirito di filiazione…
    Nell’Eucaristia donata, ricevuta, vissuta, ri-donata, vive in me il Cuore di Gesù. Oppure, mi pare lo stesso, vivo nel Suo Cuore.

    “Questo Cuore pulsa con il sangue umano, che è stato versato sulla croce. Questo Cuore pulsa con tutto l’inesauribile amore che è eternamente in Dio. Con questo amore esso è sempre aperto verso di noi, attraverso la ferita che vi ha aperto la lancia del centurione sulla croce.

    “Se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” (1 Gv 4, 11): l’amore fa nascere l’amore, sprigiona l’amore e si realizza mediante l’amore. Ciascuna particella di vero amore nel cuore umano ha in sé qualcosa di ciò di cui il Cuore del Dio-Uomo è colmo senza limiti.

    (Giovanni Paolo II Angelus Domenica, 1° luglio 1984)”.

    Ho davanti – nel cuore- Maria incinta, in preghiera…“Questo è il mio Corpo…Questo è il mio Sangue”.

    Non posso pensare allo Spirito Santo, alla Trinità, all’Eucaristia, senza vedere Lei, Maria.
    Incarnazione, Natale, Passione, Resurrezione, Vita Nuova…Lo vivo come un unico mistero che non si compie senza di Lei.

    Sperimento la vita nello Spirito, ma sono, siamo, ancora nel tempo: la Gioia vive nel profondo, nel Silenzio insieme alla Croce.
    Nella Fede, convivono Croce ed Eucaristia. Passione e Vita Nuova.
    La Pace dello Spirito, gioia e dolore insieme la compongono…

  3. Rita
    giu 15, 22:54 #

    senza lo Spirito Santo che Gesù ci ha lasciato,non si può comprendere la vita.è Lui che unisce cielo e terra,cioè eterno e caduco,umano divino.è Lui che ci divinizza e ci innalza fino a Dio.Che ci dona la vita in ogni istante,che ci insegna la grandezza dell’Amore,e ci fa vivere uniti a Cristo e ci fa incontrare Cristo in ogni uomo.senza Lui non sarebbe vivere…

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