Video - Il mio nome è...

19/05/19

Quel talento nascosto nel sudario (Mt 25,14-30; Lc 19,11-27)

In Palestina, al tempo di Cristo, i bambini non contano nulla. Gesù sconcerta la sua gente ribaltandone la mentalità: «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3). Sceglie i piccoli, gli ultimi, i poveri, i peccatori e li presenta come “prediletti” dal Padre. In linea con l’insegnamento dei profeti, è benevolo verso quanti la società scarta ed è sferzante verso i ricchi, i superbi e quanti non accettano il suo amore: «Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili» (1Pt 5,5). Non sopporta chi è pieno di sé, chi soccombe alle tentazioni della prosperità, popolarità e potere, chi non moltiplica i talenti ricevuti a comune beneficio.

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04/05/19

Non è un fantasma (Lc 24,13-48)

Quel Dio che qualche decennio fa sembrava morto, sepolto dall’oblio dell’uomo “evoluto”, è ancora vivo, più vivo che mai. Però, ciò che preoccupa è la questione del volto che molti gli attribuiscono: quale Dio si sceglie?
Mass media e “religioni” studiate a tavolino sembrano fare a gara per passare dallo Zeus fulminante al Dio intimistico-consolatorio; dal Dio della Legge che crea l’inferno, al Dio misericordioso che salva tutti; dal Dio immagine dell’uomo, al Dio “totalmente Altro”.

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20/04/19

«Dov’è, o morte, la tua vittoria?»

Il cuore trafitto di Notre Dame…
Ma anche tanti, tanti cuori continuamente trafitti
e spezzati dal pungiglione della morte,
 sugli innumerevoli Calvari della terra.
Quanti “venerdì santo” con la discesa agli inferi!
Eppure il Calvario è pure il luogo della Risurrezione.
Cristo è risorto! E noi con Lui
a convocare tutti i sofferenti del mondo
in cieli nuovi e terra nuova.
A Lui portiamo le nostre quotidiane risurrezioni,
espresse nella nostra professione di fede.
Guardando al Risorto, finalmente comprendiamo
e… a Dio diamo ragione.

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14/04/19

Vivere il segreto della Pasqua

«L’unica cosa che voglio sapere è se quell’Uomo è veramente risorto
e se quella risurrezione c’entra con me, ora». Chi lancia questa provocazione sottintende l’idea che non serve avere fede nella risurrezione se la si ritiene un evento del passato, o se si crede riguardi una realtà che dovremo affrontare in un futuro remoto. La fede nella risurrezione o c’entra davvero con tutto il nostro essere, con la nostra vita di ogni giorno, oppure non solo non interessa, ma è blasfemo celebrare la Pasqua. La fede è una virtù utile se mi aiuta a vivere bene adesso, nel luogo in cui mi trovo, con le persone che Dio mi mette accanto.

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