14/08/16

Nikë Prela: un dono per tutti, fino al martirio

Perdono: profumo del Cristianesimo. Un’immensa folla, composta da kosovari, albanesi e serbi, partecipa al rito di riconciliazione. Tre gruppi di persone collocati su colline adiacenti. Il primo gruppo, al centro, è costituito da guide e autorità di diverse religioni; il secondo dalla famiglia estesa che ha subito un omicidio; il terzo dalla famiglia estesa dell’assassino. Dal gruppo che ha subito un’offesa, si avvicina ai leader religiosi la madre dell’ucciso, tenendo in mano un pane bianco. Dall’altro gruppo, l’assassino raggiunge la donna con un coltello in mano. Incidendosi il braccio, intride il pane con alcune gocce del suo sangue. La madre mangia questo pane, abbraccia l’assassino, e con questo gesto non solo lo perdona, ma lo adotta come figlio. Immenso il tripudio di gioia del terzo protagonista: il popolo partecipe.

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31/07/16

Frère Roger Schutz: ricerca della Pace nel silenzio

In adorante ascolto del mistero. L’immensa tenda-chiesa di Taizé contiene migliaia e migliaia di giovani provenienti da tutte le parti del mondo e lì convocati per amalgamarsi nel canto, nella lode, nell’adorazione del Signore.

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17/07/16

Christophe Munzihirwa: la libertà pagata con il sangue

Profezia, fraternità e martirio. Nel 1978 ero stato espulso contemporaneamente da Burundi, Ruanda e Congo, con l’assoluta proibizione – notificata dalla segreteria di Mobutu a tutte le ambasciate – di tornare in Africa. Ma i dittatori muoiono, le condizioni socio-politiche cambiano e la vittima di ieri diventa l’eroe di oggi.

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03/07/16

Dietrich Bonhoeffer: «È la fine, per me l'inizio della vita!»

Assieme a Bernhard Häring avevo scritto e parlato più volte della nonviolenza. Häring portava la sua testimonianza dei quattro processi subiti al tempo di Hitler e dai quali era sempre risultato innocente, grazie alla sua dialettica e alla capacità di passare da accusato ad accusatore. Il mio padre e maestro, comunque, lasciava intendere che il Führer doveva essere spodestato. Quando gli chiesi: «Con quali mezzi, visto che parli sempre di nonviolenza?», mi rispose citando Bonhoeffer: «Quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante». Salvare altre vite, disposto a perdere la propria. Questo è quanto è capitato a Bonhoeffer.

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