15/05/16

Dorothy Stang, la prima martire del creato

Dorothy ha il presentimento che qualche cosa di inconsueto oggi debba capitare. Prega. Poi dice agli amici che, se qualche cosa di brutto dovesse accadere, sia lei la vittima e non chi ha una famiglia. Intuisce l’incombere della sua “ora”, che per il credente è morte e resurrezione. Sa di essere nella lista della morte. Benché sconsigliata, si reca in soccorso di una famiglia povera, angariata dai latifondisti. Alcune ore di cammino, sotto la pioggia. Due uomini armati le sbarrano la strada. Le chiedono se abbia un’arma. Ella estrae la Bibbia dalla sua povera borsa di plastica: «Questa è la mia arma». La apre e legge le Beatitudini. Sei colpi di pistola. Poi la fuga dei due killer.

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17/04/16

Dalle ceneri di Auschwitz ai ghiacci del Gulag, fino ai martiri dei nostri giorni

Pulsa la vita in Africa, benché travolta da immani tragedie. La gente vuole vivere, anzi, danzare la vita, anche quando la fame stermina tante giovani creature; quando infuria la guerra – guerra civile, guerra tribale, guerra per il petrolio –; quando la fede è messa alla prova con continue, sanguinose persecuzioni; quando bambini, giovani e persone mature sfidano il mare e il deserto, alla ricerca di un posto di lavoro in Occidente.

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26/03/16

Morte che profuma di resurrezione

Alla fine della seconda guerra mondiale, gli ebrei dispersi in tante parti dell’Occidente possono tornare in Palestina. Una famiglia, provata dalla povertà, mette cose essenziali su una piccola barca e si dirige verso la terra dei sogni, quella terra tanto promessa. Un’improvvisa bufera scaglia l’imbarcazione contro gli scogli. La piccola barca si spezza come un fuscello. Muoiono annegati prima il giovane figlio e subito dopo la madre. Il papà riesce ad aggrapparsi agli scogli. È sballottato dalle onde. Gli sanguinano le mani. Sente venire meno le forze e teme imminente la morte. Volge gli occhi al cielo e grida: «Signore, mi hai rubato il figlio. Mi hai rubato la moglie. Ma non ti permetto di rubarmi la fede».

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13/03/16

Con la madre di misericordia: il Giubiuleo sulle orme di Maria

Lo storpio, sublime cantore della Vergine Madre. Hermann der Lahme, Ermanno lo storpio, è un monaco della prima metà dell’XI secolo. Appartenente a una nobile famiglia, viene al mondo orribilmente deforme nel 1013. È soprannominato “il rattrappito” tanto è mal messo e contratto, al punto da non poter stare diritto e camminare. Le labbra e il palato sono deformi, così che le parole escono stentate.

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